Sloveni volanti, atto ennesimo. Nel 2022 Pogacar aveva vinto la Tirreno-Adriatico e Roglic la Parigi-Nizza. Nel 2023 è avvenuto esattamente l'opposto: Pogi si è preso la corsa francese, Rogla quella italiana. E hanno dominato, entrambi. Più Tadej, come spesso accade. Nell'ultima tappa, a Nizza, ancora uno show del due volte vincitore del Tour de France: attacco e vuoto sul Col d'Eze e arrivo trionfale sulla Promenade des Anglais. Pogacar aggiorna così il suo incredibile score del 2023: 13 giorni di corsa e 9 vittorie (2 classifiche generali, Andalucia e Parigi-Nizza) e sette successi di giornata. Stessa percentuale di realizzazione, all'incirca, per Primoz Roglic: 7 giorni di gara, tutti alla Tirreno, e 4 vittorie (3 tappe e la generale, più la classifica degli scalatori e quella a punti). Nell'ultima giornata di gara nella Corsa dei due mari, successo in volata a San Benedetto del Tronto per il belga Jasper Philipsen su Dylan Groenewegen e Alberto Dainese. Roglic ha vinto la generale e la sua seconda Tirreno (la prima nel 2021) con 18" su Almeida, 23" su un ritrovato Geoghegan Hart, 5° Giulio Ciccone a 37". Roglic, con Evenepoel, sarà l'uomo da battere al prossimo Giro d'Italia. "Vincere quando è inaspettato è
ancora meglio. E' un successo importante anche in vista del Giro d'Italia. Mi sono divertito molto questa settimana - ha affermato ancora lo sloveno -. Essendo la mia prima gara dell'anno non mi aspettavo la vittoria: quando vinci così è ancora più bello. Ora - ha proseguito Roglic - mi godo il successo insieme alla squadra (la Jumbo Visma, ndr). I ragazzi si sono dimostrati fortissimi, moralmente ci sono tutti insieme a me sul podio. Ora ripartiamo da questa prestazione per trarre il massimo dai prossimi impegni e arrivare bene al Giro".
Auto sulla strada alla Parigi-Nizza, solo un grande spavento
Un piccolo grande brivido, invece, sulla terz'ultima salita di giornata, nell'entroterra di Nizza: mentre scalavano la Cote de Barre-les-Alpes, i corridori si sono trovati di fronte un'auto spuntata da una strada laterale che andava in discesa, in senso contrario alla corsa. Solo paura, ma nessuno si è fatto male. Pogacar ha chiuso la tappa con 33" di vantaggio su Vingegaard, Gaudu, Simon Yates e Jorgenson. In classifica generale Pogi ha dato 53" a Gaudu, 1'39" a Vingegaard, l'ultimo vincitore del Tour, 2'14" a Simon Yates. Per Tadej il prossimo grande obiettivo si chiama Milano-Sanremo.