Fenomenale Mathieu Van der Poel. Dopo la Milano-Sanremo, l’olandese ha vinto anche la Parigi-Roubaix, imponendosi per distacco dopo aver piazzato l’accelerazione vincente sul Carrefour de l’Arbre, l’ultimo tratto di pavé a cinque stelle, a 16 km dalla fine. L’attimo vincente è arrivato dopo un quasi contatto tra lo stesso Van der Poel e John Degenkolb, con il tedesco – l'ultimo, prima di Mathieu e dopo Cyrille Van Hauwaert (1908) e Sean Kelly nel 1986, a vincere nello stesso anno Sanremo e Roubaix, nel 2015 – finito per terra, nella polvere. A quel punto era all’attacco un gruppo di sette corridori, con, anche un ottimo Filippo Ganna, autore di una corsa intelligente e chiusa al 6° posto. Una Roubaix corsa a una media esagerata: 46,8 km/h, la più veloce di sempre. Van der Poel, infatti, ha tagliato il traguardo in lacrime e poi, stremato, si è lasciato cadere a terra circondato dai membri del suo team. Delle tre classiche monumento del 2023 Van der Poel ha vinto Sanremo e Roubaix ed è arrivato al secondo posto dietro Pogacar al Fiandre. Al via della corsa anche il 19enne gallese Tarling, il più giovane di sempre a correre questa classica.
Il momento decisivo della Parigi-Roubaix
Sul Carrefour, dunque, il momento decisivo: Van der Poel, nipote del grande Raymond Poulidor, ha attaccato, portandosi dietro Wout Van Aert. Il belga però è stato vittima di una foratura proprio nei metri finali del settore ed è stato costretto prima a cambiare ruota, poi a inseguire l’eterno rivale in compagnia di Jasper Philipsen, compagno di squadra di Vdp alla Alpecin. Una compagnia sgraditissima e passiva. Van der Poel si è involato mantenendo una trentina di secondi di vantaggio, sufficienti per arrivare in solitudine nel velodromo Petrieux.
Ganna sesto: "Nel finale mi sono mancate le gambe"
Ganna ha corso bene, si è fatto sorprendere nella Foresta di Arenberg, dove è rimasto attardato dopo la rottura del gruppo per una caduta, ma ha ricucito immediatamente su Van der Poel e gli altri. La gara si è fatta proprio lì, quindi prestissimo rispetto al solito. Dopo la Foresta si è formato un gruppo a 11, poi ridotto a 7: Van der Poel, Van Aert, Philipsen, Ganna, Kung, Degenkolb, Pedersen. Van der Poel ha dato la prima stilettata a 50 dall’arrivo, senza effetti. Si è deciso tutto sul Carrefour. Ganna, 6° alla fine, sporco in viso, ha un po’ di rammarico: “Gli ultimi km non passavano mai, dal Carrefour in poi è stata una sofferenza. Abbiamo fatto un ottimo lavoro di squadra. Nel finale mi sono mancate le gambe. Un po’ di rammarico, anche perché ho dovuto confrontarmi con gente che ha finto di avere i crampi e poi ha fatto la volata. Ora ci vediamo al Giro”.