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Pogacar, altro assolo vincente: sua la Amstel Gold Race

Pogacar, altro assolo vincente: sua la Amstel Gold Race
(ansa)
Lo sloveno dopo il Fiandre si prende anche la corsa olandese, la prima del Trittico delle Ardenne. "Ringrazio Van der Poel, è lui che mi ha detto di attaccare sul Keutenberg"
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Mathieu van der Poel dopo il Giro delle Fiandre aveva annunciato: "Alla Parigi-Roubaix batterò Pogacar". Battuta simpatica, anche perché lo sloveno ancora non si sente pronto per l'Inferno del Nord e non ci è andato. Alla Amstel Gold Race niente van der Poel e van Aert, e Pogacar di fatto vince sul velluto. Non è una classica monumento quella olandese (non potrebbe esserlo essendo nata solo nel 1966), ma è una comunque una corsa molto importante che apre il Trittico delle Ardenne: mercoledì ci sarà la Freccia Vallone, domenica prossima chiusura con la Doyenne, la più antica delle classiche, la Liegi-Bastogne-Liegi.

Pogacar ha vinto alla sua maniera, senza badare al risparmio di mezza energia. E' sempre stato davanti, sia quando il gruppo era più consistente (ne faceva parte Andrea Bagioli, ottimo sesto e primo degli italiani), sia quando lui stesso ha provveduto a scremarlo. Unico momento in cui è rimasto dietro è quando ha forato e ha dovuto cambiare la bici. E' successo poco prima una una delle 33 cote spalmate su 253 km abbondanti, ma Pogacar non si è scomposto. Ha attaccato sul Keutenberg, gli hanno resistito - per poco - Pidcock e Healy. Poi è stato un assolo, messo in un minimo dubbio solo dal ragazzino irlandese, che per in un tratto ha anche limato il divario per poi arrendersi e accontentarsi di un comunque ottimo secondo posto.

"Non mi aspettavo che saremmo andati in fuga così presto, ho avuto una foratura per tanti chilometri e avevo dubbi di arrivare poi all'arrivo da solo. Mi sono spremuto fin dove ho potuto per arrivare da solo fino al traguardo e ce l'ho fatta. Il cambio di bici è stato frustrante, un momento delicato. Ma ho avuto la bici giusto in tempo per entrare nelel salite decisive. C'erano molti corridori nel gruppo in fuga e ho deciso di essere con loro piuttosto che controllare con la squadra", ha spiegato Tadej Pogacar, che poi ha svelato un retroscena. "Tre giorni fa Van der Poel mi ha detto di attaccare su Keutenberg, è la salita più dura e quella che mi si adatta di più. Gli risponderò per ringraziarlo della 'dritta'", ha aggiunto. "Mercoledì c'è la Freccia Vallone, è una corsa dura e lì non ho mai fatto un bel risultato. Ma sono in forma e con la squadra posso fare una bella gara".

 

 

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