Cinque pedalate ed è subito Pogacar. Anche la Freccia Vallone, dopo l'Amstel Gold Race, finisce nel carniere del fenomeno sloveno, che ritocca il suo score stagionale – 12 vittorie, 58 in carriera – e si presenta alla Liegi-Bastogne-Liegi di domenica 23 aprile con il vento alle spalle. Solo due corridori sono riusciti nella magica tripletta delle Ardenne: Davide Rebellin nel 2004 (tre i successi dello sfortunatissimo corridore veneto, sua anche l'ultima Freccia italiana, nel 2009)e Philippe Gilbert nel 2011. Nessuno è riuscito a vincere le tre avendo alle spalle il successo al Fiandre. Pogacar potrebbe, Evenepoel permettendo. Solo il campione del mondo, campione in carica della Doyenne, sembra avere le qualità per riuscire a tenere lo sloveno sulle cotes. "Vincere non mi annoia
mai, a me piace vincere, sono contento di questo stato di forma e devo sfruttarlo più che posso".
La Freccia slovena
Cronaca semplicissima, per la più lineare della classiche belghe. Fuga a tre fino a poco dall’ultimo Muro di Huy. Ripreso Vervaeke, Pogacar è sembrato titubare per un attimo, forse per un piccolo problema al cambio. Poi, messo il rapporto giusto, è stata una progressione inarrestabile, col classico stile stantuffato. Imprendibile, ciuffo al vento, tutto solo con un vantaggio visivo enorme sul secondo, il danese della Trek-Segafredo Mattias Skjelmose, e sul terzo, il basco Mikel Landa. Bravo Giulio Ciccone, 5°, primo italiano nei top-5 della Freccia dopo Diego Ulissi, 3° nel 2019. Un finale simile a tutte le Frecce di sempre, almeno da quando (1985) l’arrivo è posto in cima al Muro di Huy. Finale identico nella gara femminile: successo anche qui della stessa vincitrice dell’Amstel Gold Race, l’olandese Demi Vollering, sulla tedesca Liane Lippert e la pescare Gaia Realini.