Cesena – Ci sarà un altro passaggio della loro carriera, allora, che accomunerà Eddy Merckx e Remco Evenepoel. Entrambi, per motivi diversi, il primo per presunto doping, il secondo per Covid, hanno dovuto lasciare il Giro d’Italia in maglia rosa. Remco condivide la stessa sorte anche con Marco Pantani, l’ultimo leader costretto al ritiro. Sono due episodi, quelli di Merckx e Pantani, che hanno fatto davvero la storia del Giro e del ciclismo per la loro drammaticità e il loro impatto su questo sport.
Merckx e le lacrime di Albisola
Albisola, 2 giugno 1969. Merckx, 23 anni allora come Evenepoel, è in rosa dopo la sedicesima tappa Parma-Savona con 1’41” di vantaggio su Felice Gimondi e sembra avviato a una comoda vittoria, la seconda consecutiva al Giro. Ma il Cannibale risulta positivo sia al primo controllo antidoping, effettuato prima della partenza, che alle controanalisi, dopo la tappa. Quando la mattina viene annunciata la sua positività, Sergio Zavoli entra nella camera d’hotel di Merckx. “Signor Merckx, lei ha sempre sostenuto di non essersi mai sottoposto a doping. Cosa può dirci ora che è stata riconfermata la sua positività anche alle controanalisi?”. Merckx piange e giura di non aver mai assunto nulla. La sostanza incriminata è uno stimolante, la Fencamfamina. La morte sul Ventoux di Tom Simpson, nel 1967, aveva improvvisamente acceso sul mondo dello sport una luce sinistra, quella del doping, e il Giro non poté fare a meno di mandare a casa il più forte. Quel giorno, nella Celle Ligure-Pavia, Gimondi rifiuterà di indossare la maglia rosa. Il Giro lo vincerà lui su Michelotto e Zilioli. Merckx imiterà Gimondi due anni più tardi al Tour, quando rifiuterà di indossare la maglia gialla persa da Luis Ocana dopo la drammatica caduta nella discesa del Col de Menté.
I fatti di Madonna di Campiglio
Esattamente trent’anni dopo, nel 1999, i fatti di Madonna di Campiglio. Marco Pantani domina il Giro fino a quel terribile 5 giugno, “uno dei giorni più tristi della storia del ciclismo”, come lo definirà Adriano De Zan in apertura di telecronaca. Il Pirata ha vinto a Pampeago e Madonna di Campiglio e si appresta a portare la maglia rosa fino all’Aprica: prima della penultima tappa ha un vantaggio di oltre 5 minuti su Savoldelli e di 6’12” su Gotti. A Pantani viene controllato il tasso di ematocrito nel sangue, un controllo “a tutela della salute”: 52%, oltre la soglia del 50. Squalifica immediata e tutto quello che ne seguirà. Savoldelli per rispetto, ma anche forse per motivi di ordine pubblico, vista la quantità di tifosi di Pantani sul Mortirolo, decide come Gimondi di non indossare la maglia rosa. Ma il Giro lo vincerà Ivan Gotti.