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Focolaio Covid al Giro, lasciano altri 8 corridori

Il gruppo alla partenza della decima tappa
Il gruppo alla partenza della decima tappa (ansa)
Sono già 18 i ritiri causati dal virus, due in più di quanti furono nell'edizione del 2020 corsa a ottobre in piena pandemia. Decimata la Soudal-Quick Step, che dopo Evenepoel perde altri quattro uomini e resta in gara con soli tre atleti
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CAMAIORE - Ora il Giro d'Italia è un vero e proprio focolaio di Covid. Nella mattina di oggi, quella prima della partenza dell'undicesima tappa da Camaiore a Viareggio, ben sei corridori hanno dovuto alzare bandiera bianca per coronavirus. Decimata la Soudal-Quick Step di Remco Evenepoel, andato a casa in maglia rosa domenica sera. Hirt, Cattaneo, Vervaeke e Cerny devono fermarsi dopo aver manifestato sintomi e aver ricevuto test positivi. La squadra belga resta in corsa con soli tre uomini: Ballerini, Serry e Van Wilder.

Giro, già 16 i ritiri per Covid

Ma il virus ha colpito anche Stefano Gandin (Corratec), Andrea Vendrame (Ag2r), Natnael Tesfation (Trek-Segafredo) e Jonathan Caicedo (EF Education-Easy Post). Inoltre, anche il russo Aleksandr Vlasov, ritirato nella decima tappa ai piedi del Passo delle Radici per "fatica estrema", testato questa mattina ha ricevuto esito positivo. 9 in un giorno solo, che si aggiungono ai 9 delle prime tappe: il conto è arrivato a quota 18, due in più di quanti furono i positivi al Giro 2020, quello corso a ottobre in piena pandemia e caratterizzato da ritiri in massa di alcune squadre e richieste per chiudere la gara alla fine della seconda settimana.

L'undicesima tappa è il giro di boa di una corsa già rovinata dal ritiro della maglia rosa e grande favorito Remco Evenepoel. Con le polemiche seguite, le accuse reciproche, i sospetti e le mascherine, tornate in tutte le istantanee di questa corsa destinata ad essere ricordata soprattutto per tutto questo.

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