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Ciclismo, l'Eroica di Montalcino: un tuffo nel passato e nella fatica

Ciclismo, l'Eroica di Montalcino: un tuffo nel passato e nella fatica
Domenica in 2500 per una sfida vintage. Alcuni arriveranno dall'estero, e c'è anche la storia di Benito, il 'meno giovane' con i suoi 88 anni
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Sin da quando è nata, sette edizioni fa, è un “distillato” dell’Eroica. Un distillato di altissima qualità. Montalcino, il luogo che rappresenta il “giro di boa” dell’Eroica-madre, quella di Gaiole in ottobre, nell’ultima domenica di maggio si trasforma in partenza e traguardo per uno dei giri in bici più affascinanti. Le sue strade famose in tutto il mondo nel fine settimana diventano lo scenario degli appuntamenti e delle feste di piazza dell’Eroica Montalcino, e la Val d’Orcia – con le sue strade bianche e le colline che sfuggono al trascorrere del tempo – domenica 28 accoglierà i 2500 ciclisti che sono riusciti ad aggiudicarsi un numero da attaccare alle magliette vintage e alle bici rigorosamente d’epoca.

Una gran fatica (ma che bella fatica!) per chi farà il percorso più lungo, ma ce n’è per tutti a seconda delle proprie possibilità con i quattro percorsi più brevi dei 153 km della gara. E’ questo lo spirito vero dell’Eroica, una randonnée pura: nessuna partenza al cardiopalma, nessun ordine di arrivo (come ama dire l’inventore Giancarlo Brocci, la classifica è sempre la stessa: primo chi ha il cognome con la “a”, ultimo quello con la “z”).

Dunque, soprattutto una grande festa della bicicletta e del territorio. Coni i punti di ristoro lungo i percorsi a base – come sempre – di prodotti tipici toscani mentre le strade del paese si riempiono di persone che si ritrovano e di bici storiche che fanno sognare e danno bella mostra di sé.

Duemilacinquecento è davvero un gran numero. Ma ancor più interessante è andare oltre la cifra: la composizione dei partenti dà realmente l’idea di cosa sia diventata e cosa rappresenti l’Eroica. Il primo dato che emerge è quello delle donne al via: più di 300, vale a dire circa il 13% del totale.

E, insieme, la fotografia del successo internazionale: gli stranieri sono 700. I più numerosi arrivano dalla Germania (più di 200) e dalla Svizzera (oltre 100) ma  l’elenco si allunga a Francia, Belgio, Austria, Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti, Polonia, Spagna, Repubblica Ceca, Australia, Canada, Lussemburgo, Norvegia, Slovacchia, Sudafrica, Svezia, Giappone, Lettonia, Ungheria, Grecia, Portogallo, Pitcairn (piccolissima isola britannica del Pacifico), Portogallo, Romania, San Marino, Slovenia, Brasile, Danimarca, Emirati Arabi, Irlanda, Israele, Malta, Monaco, Repubblica Centrafricana,  e Swatini (piccolo Paese nel sud dell’Africa).



La data di nascita e il Paese di provenienza rivelano che il più giovane iscritto italiano si chiama Duccio ed è proprio di Montalcino mentre la più giovane è Gaia ed arriva da Limena, in provincia di Padova. Il “meno giovane” italiano è il signor Benito, classe 1935, da Monte San Savino (AR) mentre la “meno giovane” è la signora Patrizia da Prato. Dall’estero il ciclista più giovane arriva dalla Germania e si chiama Konstantin mentre la più giovane è Athina, dalla Svizzera. I “meno giovani?” Akira arriva dal Giappone mente Yannick Nadege arriva dalla Francia. Alla festa mancano soltanto alcuni ciclisti e cicliste. Sarebbero arrivati dall’Emilia  Romagna ma hanno ben altre fatiche da affrontare.

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