Il salto di catena alla bici di Primoz Roglic sulla salita del Monte Lussari è stato il momento topico del Giro d’Italia. Nella vicenda dello sloveno, in furiosa rimonta su Thomas ma appiedato letteralmente su una salita che andava su anche al 22%, ha contato anche l’aiuto di uno spettatore speciale, Mitja Meznar, ex compagno di squadra di Roglic nella nazionale di salto juniores oro al Mondiale 2007. “Sono stato sfortunato nel momento più fortunato” ha commentato Roglic, “anche se non ho subito riconosciuto Mitja. Devo ammettere però che mi ha dato una spinta formidabile”. L’immagine tv ha mostrato Roglic fermo a centro strada, mentre un meccanico scendeva dalla moto alle sue spalle e tentava di dargli un’altra bici. Non è stato necessario: con un colpo di pedale giusto Primoz ha rimesso la catena al suo posto. Roglic usava una Cervélo con moltiplica monocorona e pacco pignoni 10-44, una soluzione per le gare gravel, su sterrati. Roglic ha provato questa soluzione anche nel finale della tappa delle Tre Cime di Lavaredo: nell’attraversamento di Cortina, il 33enne sloveno ha cambiato bici, passando da quella con rapporti più tradizionali a quest’ultima. Un set migliore per una salita così esigente come quella del Lussari, ma che esponeva il corridore a maggiori rischi di incidente meccanico: proprio quello che è successo.
Quanto è durata la spinta?
La spinta di Mitja Meznar si è dimostrata decisiva. Ma quanto è durata davvero? Le immagini tv non chiariscono: Meznar, con maglia rossa e pantaloncini neri, è sceso precipitosamente da un punto più in alto per aiutare Roglic e l’ha spinto a lungo, molto più di quanto non abbia fatto il meccanico sceso dalla moto. La tv ha staccato con Meznar ancora in spinta alle spalle di Roglic. La questione, non rilevata dai commissari Uci, non è di poco conto. Il regolamento internazionale, al punto 4.3, vieta espressamente la spinta prolungata da parte di uno spettatore. Nelle gare a tappe World Tour, qual è il Giro d’Italia, il corridore beneficiario di una spinta prolungata incorre in tre sanzioni: 200 franchi svizzeri di multa, una decurtazione di punti nella classifica a punti e in quella dei gran premi della montagna e soprattutto 10” di penalità. Roglic ha vinto il Giro con 14” su Thomas. 10” in meno in classifica non avrebbero forse cambiato l’esito dell’ultima tappa, ma di sicuro avrebbero aggiunto pathos alla passerella romana, nella quale erano in palio, in abbuoni, 10”, 6” e 4” all’arrivo, 3”, 2” e 1” al traguardo intermedio.