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Il ciclismo dell’Eroica, tanti campioni in mezzo ai 9000. Saronni: “Ritorno alle origini”. Baronchelli: “Una bella pedalata”

Il ciclismo dell’Eroica, tanti campioni in mezzo ai 9000. Saronni: “Ritorno alle origini”. Baronchelli: “Una bella pedalata”

Presenti anche Kwiatkowski e Ballan, quest’ultimo sensibile alla sicurezza dei ciclisti: “Abbiamo problemi nelle squadre giovanili perché i genitori sono giustamente preoccupati dei loro figlie e figli che si allenano in strada”

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Questa è stata l'edizione dei record. Un record di partecipanti, che ieri prima dell'alba e oggi con un po' più di calma hanno invaso le strade del Chianti e della val d’Orcia a partire da Gaiole. In 9000 hanno preso il via alla Eroica 2023. Ma è stato anche l'anno dell’arrivo di tanti campioni del passato; da Beppe Saronni a Gianbattista Baronchelli, ad Alessandro Ballan, alla presenza della “Merckx in gonnella” Mary Cressari a Paola Gianotti, una delle voci più influenti e note nella battaglia per il ciclismo la sicurezza e la difesa dell'ambiente. A Norma Gimondi ex vice presidente della federazione ciclistica e figlia del grande Felice, a Giovanni Nencini, figlio del mitico Gastone, che è uno dei punti di riferimento per la cura e la conservazione della storia del ciclismo

E poi stata l'edizione di un piccolo giallo proprio tra gli ex campionissimi, che forse racconta benissimo che cos'è l'amore per la bicicletta: gli organizzatori hanno scoperto per caso che tra gli iscritti c'era un signore dal nome epico: Michal Kwiatkowski. Omonimia? No, proprio lui, vincitore di un campionato del mondo e soprattutto vincitore due volte delle Strade Bianche, una dei grandi classiche mondiali che si corre su questo stesso tracciato. Si è iscritto in sordina e nel grande gruppo ha fatto la sua Eroica, lui che forse più di chiunque altro può spiegare come si fa correre una bicicletta su tracciati come questo. Invano tutti hanno cercato di rintracciare una bici Pinarello vintage con il numero 8272…

Capelli bianchi e molto elegante ecco Beppe Saronni: “Qui torno alle mie origini, e ho assaporato il gusto delle biciclette dei miei inizi. Ma la cosa più importante e e vedere tante persone, uomini e donne, così appassionate e pronte a mettersi in gioco: una bella festa di amore per la bicicletta. Il ciclismo è sempre bello, prima probabilmente c'era più fatica con meno mezzi tecnici, dalle biciclette all'abbigliamento alla tecnica di allenamento.

Mischiato nella folla di ciclistici anche Gianbattista Baronchelli che arriva sorridente: “Ho fatto 46 km, una bella pedalata”. Insieme a lui in un gruppo di ciclisti anziani ma con le gambe sempre forti. Spunta fuori un certo “signor Loris” con il quale Baronchelli inizia una gag forse ripetuta tante volte. Racconta: “Io e mio fratello tra gli allievi vincevamo praticamente tutte le gare. Venimmo qui In Toscana, per alleggerire ulteriormente la bicicletta togliemmo il freno davanti (era una gara in linea) e alla prima curva caddi. Fu una delle rare volte, forse l'unica, che perdemmo, e arrivò primo proprio questo signore qua”, e parte un abbraccio mentre si lascia andare a un ricordo: “Con Saronni tentammo disperatamente di strappare un campionato del mondo a Bernard Hinault che in quel periodo era veramente imbattibile. Mi incollai alla sua ruota senza mollarlo un attimo, tanto che si avvicinò alla nostra ammiraglia per chiedere al grande Alfredo Martini di dirmi di collaborare. Martini lo rassicurò, poi si affiancò a me e mi disse: “Non andare davanti nemmeno per un metro! Arrivai secondo, ma era una vittoria”.

Nel gruppo arriva anche Paola Giannotti, la donna più veloce a compiere il giro del mondo ma soprattutto una grande portatrice di valori di sostenibilità e sicurezza stradale: “Felice per questa manifestazione dove bici, paesaggi e tradizioni sono protagonisti. Un'avventura su due ruote ma soprattutto è un'avventura per condividere i valori della sostenibilità e della sicurezza che qui sono perfettamente rappresentati. Anche per questo io conduco la mia battaglia per la sicurezza dei ciclisti sulle strade, a partire dall’obbligo per le auto di sorpassare una bicicletta a un metro e mezzo di distanza”.

Di sicurezza parla anche Alessandro Ballan: “Le strade italiane sono pericolose. Si può solo immaginare quanto il ciclismo abbia contato nella mia vita e quanto grande sia la mia passione, ma quando mia figlia di chiese di iniziare questo sport ero quasi contrario, troppi pericoli sulle strade. Ora ha 15 anni, corre in bici ma sono sempre preoccupato. Abbiamo problemi nelle squadre giovanili perché i genitori sono giustamente preoccupati dei loro figlie e figli che si allenano in strada. Ci sono troppi rischi per chi si muove normalmente in bicicletta nella sua giornata come mezzo di trasporto e per chi lo fa per sport.

Insieme a lei ha pedalato Norma Gimondi, ex vicepresidente della Federazione italiana di ciclismo e figlia del grande Felice: “Pedalare qui è anche un modo per ricordarlo. Lui amava moltissimo questa manifestazione, una volta è anche venuto” e ricorda le sue parole: “Sono tornato in un ambiente e un percorso meravigliosi dove vivi davvero una passione per la bicicletta. La fatica non conta molto, per me è stata una compagna di vita. Qui incontro tanti vecchi amici e tanti rivali che ora vedo con gioia”.

Con lo stesso spirito che racconta Norma Gimondi, racconta l’eroica il figlio un figlio di un altro dei grandi miti del ciclismo italiano, Giovanni Nencini, che richiama l’indimenticabile Gastone che nel 60 vinse il Tour de France e arrivò secondo per pochi secondi al Giro d’Italia. Il tour lo ricorderà nel 2024 partendo proprio dalla sua Toscana. Giovanni racconta un'altra parte dell'eroica, quella del recupero della riscoperta della storia della bicicletta. Lui guida il gruppo che certifica la originalità delle biciclette d'epoca: “Ci sono già 2500 biciclette storiche registrate, ché costituiscono una sorta di database della storia recente della bicicletta. Un patrimonio per gli appassionati che cresce di continuo, in Italia ma soprattutto in Europa, Stati Uniti e Giappone. E questa manifestazione è il suo simbolo”.

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