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Peter Sagan dice addio alla bici: è stato il Joker del ciclismo

Peter Sagan, 33 anni

Peter Sagan, 33 anni

 

A 33 anni lascia lo slovacco, tre volte campione del mondo, 121 successi e un motto “Why so serious?” come una firma su una carriera inimitabile

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Il 9° posto al Giro della Vandea resterà l’ultimo piazzamento in carriera di Peter Sagan. A 33 anni lo slovacco appende la bici da strada al chiodo per dedicarsi ad altro: la mountain bike, a Parigi 2024, è un sogno possibile. Un’altra vita e altri mondi per l’uomo che ha cambiato davvero il ciclismo. “Why so serious?” resterà il suo motto, lo stesso di Joker, tatuato su un fianco.

L’addio non è arrivato tuttavia all’improvviso. Da anni, almeno dal 2020, Sagan non è più stato la stessa incredibile “cosa” della prima parte di una carriera che l’aveva portato, primo di sempre, a vincere tre titoli mondiali consecutivi tra il 2015 e il 2017. Il Mondiale è stato la sua “classica” del cuore, ma ha anche vinto, sempre in maglia iridata, un Giro delle Fiandre e una Parigi-Roubaix, e sempre con l’arcobaleno sul petto ha perso una Sanremo quasi vinta. E poi: 7 maglie verdi (record) e 12 tappe vinte al Tour de France, la maglia ciclamino del Giro, 4 tappe alla Vuelta, Harelbeke, 121 successi, almeno uno a stagione dal 2010, quando aveva vent’anni, al 2022. Tutto quello che avrebbe potuto vincere, tranne la Sanremo, l’ha vinto. E mai un’intervista che fosse banale, mai frasi di circostanza. Al massimo, sì e no, e quegli occhiali da saldatore o da motociclista che ne hanno segnato i goliardici dopogara.

"Un tipo molto cool”

Nato ciclisticamente nel trevigiano, è stato l’uomo-simbolo della Liquigas e poi della Tinkoff e della Bora. Il pallido finale in maglia TotalEnergies ha accelerato la voglia di cambiare superficie sotto le sue ruote. Altri complicati passaggi di vita sono diventati peso sulla bici. L’ultima firma risale al 26 giugno 2022, il caro campionato nazionale slovacco, per anni diviso con il fratello Juraj: se non vinceva l’uno, vinceva l’altro. Nel 2023 l’abdicazione della famiglia Sagan anche in quella corsa. Un’era si chiude, ed è il tramonto di una vera rockstar. Lo ha raccontato Giacomo Pellizzari nel suo bellissimo Generazione Peter Sagan (edito nel 2019 da 66thAnd2nd): “Porta barba e capelli lunghi, a volte si rasa a zero, ha l'aria rilassata anche dopo centinaia di chilometri e decine di settori in pavé, macinati masticando polvere. È Peter Sagan. Un campione vero ma anche un tipo molto cool, uno che sa divertirsi e rifiuta istintivamente il mito della sofferenza in bici”. Divertirà ancora, altrove, dovunque.


 

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