L’Unione ciclistica internazionale è al lavoro sulla riforma del ciclismo a partire dal 2026. Il primo obiettivo di David Lappartient è quello di ottimizzare il calendario. Scartata la riduzione delle tre grandi corse a tappe, ventilata nei primi anni di presidenza dell’attuale n.1 del ciclismo mondiale (e anche presidente del Comitato olimpico francese), Lappartient ha messo nel mirino alcune delle corse più simboliche della stagione: il Giro delle Fiandre e la Parigi-Roubaix. Unite idealmente da sempre e separate da appena una settimana, le due grandi classiche del pavé sono le gare più attese della primavera e fanno da cesura tra la prima parte dell’annata, dedicata dagli specialisti al “Nord”, e la seconda, quelle delle classiche delle Ardenne e delle grandi corse a tappe. C’è stata un’eccezione alla loro tradizionale collocazione, gli anni 2020 e 2021. A causa delle pandemia, il Fiandre si corse a ottobre (2020), così come la Roubaix l’anno successivo (2021). Due corse davvero spettacolari, in entrambe le occasioni, chiuse a braccia alzate da Mathieu Van der Poel e Sonny Colbrelli, che spingono ora Lappartient, via DirectVélo, ad andare oltre. “A causa della pandemia, nel 2020 queste corse si svolsero ad ottobre e l’audience fu eccezionale. Non dico che bisogna rifarlo per forza, ma non è vietato. Tuttavia, queste due corse devono necessariamente restare legate in una logica di preparazione a prove così specifiche”.
"Le grandi corse a tappe non si toccano”
A proposito di spostamenti di gare, Lappartient si chiede anche “perché non invertire Il Lombardia e Liegi-Bastogne-Liegi. In Europa ci spostiamo troppo. L’esempio delle corse nelle Fiandre è perfetto. I corridori ci restano per tre settimane e non si muovono ed è un bene per tutti”. In realtà il Lombardia è l’apice delle corse italiane d’autunno, la Liegi una naturale prosecuzione delle gare belghe e francesi di aprile. L’obiettivo della riduzione delle emissioni di CO2 ha in passato motivato il presidente Uci ad attaccare gli organizzatori delle grandi corse a tappe per i grandi spostamenti con voli charter. La durata dei GT non si tocca, comunque. In particolar modo quella del Tour de France, il vero cuore della stagione del ciclismo mondiale. “Diminuire il Tour de France visto l’impatto che ha sul nostro sport sarebbe controproducente. Diminuirebbe la nostra visibilità e non è assolutamente nel nostro interesse. Di contro, non esiste aumentare la durata, come richiedono alcune corse, che vorrebbero svolgersi su due fine settimana, è qualcosa che rifiutiamo categoricamente. Dobbiamo solo lavorare meglio sugli spazi che abbiamo”. Nel 2027 il ciclismo rimetterà in piedi l’esperimento del Mondiale extralarge, già vista a Glasgow la scorsa estate, un enorme successo di pubblico ma anche economico: si andrà in Alta Savoia, dall’11 al 27 settembre.