Van der Poel fa il capolavoro: vince la Parigi-Roubaix con 3 minuti di vantaggio. E una spettatrice cerca di farlo cadere. Ancora una media record
di Cosimo Cito59,7 dall’arrivo, nel settore di pavé di Orchies, il 13°. Mathieu Van der Poel ha deciso che era quello il momento di attaccare, di forzare, di vincere la Parigi-Roubaix. Scatto perentorio in un settore a tre stelle. Pedersen ha tentato un accenno di reazione, nessun altro. È scappato via. L’olandese ha vinto la sua seconda Roubaix consecutiva e, come il solo Rik Van Looy, ha realizzato la doppietta Fiandre-Roubaix in maglia iridata. Il Vdp versione 2024 imita anche Henri Suter nel 1923, Romain Gijssels nel 1932, Gaston Rebry nel 1934, Raymond Impanis nel 1954. E ancora Alfred De Bruyne nel 1957, come detto Rik Van Looy da campione del mondo 1962, Roger De Vlaeminck nel 1977, Peter Van Petegem (2003), Tom Boonen nel 2005 e 2012, e Fabian Cancellara 2010 e 2013: gli unici nella storia del ciclismo a vincere Fiandre e Roubaix nella stessa stagione. Ormai Wonderpoel ha due ruote nella storia: è il suo 6° Monumento conquistato in carriera. Ma questa Roubaix, per come è arrivata, resterà forse in cima a tutti. Anche per la media record, 47.802 km/h. Tutte le classiche monumento del 2024 hanno battuto il proprio record di velocità. Le ha vinte tutte l’Alpecin-Deceuninck.
Parigi-Roubaix, il cappellino lanciato tra le ruote di Van der Poel per cercare di farlo cadere
La corsa
Un’Alpecin-Deceuninck perfetta nel tenere le redini della corsa dall’inizio. Tempo buono, tanta polvere: una maxi caduta con dentro anche Elia Viviani, sull’asfalto assai prima del primo settore di pavé, screma già il gruppo e si porta via anche Jonathan Milan. Poi, come iniziano i tratti in acciottolato, il gruppo diventa sempre più un gruppetto, alla fine di 20 corridori che, tutti insieme, arrivano all’ormai famosa chicane posta prima dell’ingresso nella Foresta di Arenberg. Van der Poel ha con sé anche i compagni Pedersen e Vermeersch e contro Pedersen, Kung, Pithie, Politt. Dopo un tentativo di Politt e Kung, contrato da Vermeersch, Van der Poel rompe gli indugi a poco meno di 60 dall’arrivo, a Orchies: la sua stoccata basta a fare il vuoto, poi a turno Pedersen e Vermeersch scoraggiano ogni tentativo di replica degli altri. Da allora in poi è tutto e solo Van der Poel, che a 40 dall’arrivo è costretto persino a scansare un cappellino lanciato da una spettatrice a bordo strada verso la sua bici. All’arrivo Vdp ha tutto il tempo di festeggiare: il suo vantaggio sul primo degli altri sfiorerà i tre minuti.La volata a tre per i secondo posto la vince Philipsen: stessa doppietta Alpecin del 2023. Terzo è Pedersen, l’unico capace di battere Van der Poel in questa incredibile primavera dell’olandese, alla Gand-Wevelgem. Quarto è Politt. Migliore degli italiani Andrea Pasqualon, 50° a quasi 10 minuti.