CENTO – Pogacar-Milan 3-3. Non c’è alcun paragone possibile tra i due, ma in quanto a tappe vinte il friulano della Lidl-Trek ha raggiunto la maglia rosa con la terza volata vinta su cinque. Ancora in modo imperioso, Jonathan Milan, sul traguardo della tredicesima tappa del Giro, a Cento. Una volata di potenza assoluta, simile a quelle di Andora e Francavilla al Mare. Cambiano i battuti: stavolta secondo è il polacco Aniolkowski, terzo il tedesco Bauhaus. Non cambia la sostanza delle cose, è Milan il velocista più forte del Giro e forse del mondo in questo momento. Invariata, alla vigilia della crono di Desenzano, la classifica generale, con Pogacar in rosa per il 12° giorno di fila.
La cronaca
Scarna, come è naturale in una tappa di trasferimento totalmente piatta, la cronaca. 179 km di preparazione di una volata scontata. Stavolta il gruppo se la prende comoda mentre tentano la fuga impossibile Andrea Pietrobon (Polti-Kometa), Manuele Tarozzi e Alessandro Tonelli (VF Group-Bardiani CSF-Faizanè). Una volta ripresi e dopo una fase di ventagli, con Milan finito pericolosamente nelle retrovie a remare, partono altri due corridori, De Pooter e Marcellusi, ripresi proprio in preparazione della volata. Che è senza storia: Gaviria prova l’anticipo, Milan inizialmente sorpreso si mette a stantuffare sulla sua bici e batte tutti. Terza vittoria di tappa, quarta frazione del Giro vinta in carriera, vantaggio abissale nella classifica a punti: Milan ha 110 punti di vantaggio sull’australiano Groves. Ora però, per portare a casa la maglia ciclamino per il secondo anno consecutivo, Milan dovrà superare le montagne della terza settimana. “È fantastico ottenere il terzo successo di tappa nonostante abbia temuto quando sono rimasto indietro a causa dei ventagli. I miei compagni di squadra mi hanno guidato alla perfezione, aiutandomi a rientrare in gruppo e successivamente a posizionarmi per lanciare la volata. Simone Consonni è stato fondamentale, tirando dai -400 metri. È impressionante vedere come tutti mi abbiano supportato al meglio per la volata, sono orgoglioso del mio team. Ho due bodyguard come Stuyven e Theuns, con loro non posso avere paura di nulla”. La tappa emiliano-romagnola è stata anche un modo per ricordare l'alluvione, un anno dopo le esondazioni che mandarono sott'acqua Cesena, Forlì, Faenza, Lugo, Conselice e gli altri centri che la carovana ha attraversato portando la festa nelle strade dove 365 giorni fa c'erano solo fango e disperazione. Sabato c’è la crono da Castiglione delle Stiviere a Desenzano, tutta piatta, adattissima a un altro campione olimpico, Filippo Ganna.