PAU – Una volata di un giorno intero. Un ritmo infernale per il gruppo, una tappa di 165 km che dura poco più di 3 ore, a quasi 49 di media, la nona più veloce della storia del Tour de France. Poi sì, allo sprint vince Jasper Philipsen, al suo secondo successo in questo Tour dopo quello a Saint Amand Montrond. Ma è stata una giornata pazza nella lunghissima pianura che separava Agen e Pau, alla vigilia della prima tappa pirenaica. Il successo del belga della Alpecin-Deceuninck è un dettaglio in una 13ma frazione segnata in partenza dal ritiro di Primoz Roglic dopo la caduta di Villeneuve sur Lot. E poi, a tappa in corso, la resa per Covid di Juan Ayuso, uno dei principali gregari di Pogacar. Fuori per malattia anche lo spagnolo della Cofidis Jesus Herrada. Il Covid è ormai un tema in questo Tour: fioccano i ritiri dei corridori ammalati, e alla lunga questa variabile potrebbe fare la differenza. E sarebbe davvero un peccato, dopo un Tour così bello e intenso.
La cronaca
Una fuga a 20 in partenza tiene in pensiero Vingegaard: nel gruppone al comando infatti c’è Adam Yates e la Visma deve lavorare per tantissimi km per poter ricucire. Il vento spezza il gruppo, Visma e UAE sono sempre davanti e non rischiano mai. Tentativi vari, uno di Carapaz, a un ritmo sempre altissimo. Il gruppo torna compatto solo ai -20. Ma ai -16 ripartono i belgi Stuyven e Van Moer. Altri tentativi, la situazione si rimescola ancora, finché il gruppo non torna compatto e si prepara per la volata. Sul lungo rettilineo finale una caduta di Capiot coinvolge anche De Lie, uno dei favoriti. Vingegaard passa per un soffio e non cade, era invece più avanti Pogacar. Volata, allora: Philipsen la prende in testa ai -200, Van Aert non riesce a saltarlo e chiude ancora una volta secondo. Al terzo posto Ackermann, quarto Girmay, addirittura 9° Pogacar. "Oggi siamo andati a tutto gas fin dalla partenza" ha spiegato Philipsen, “il gruppo non ha mai rallentato. Ho continuato a crederci fino alla fine, mi sento meglio rispetto alla prima settimana. Sapevo che dovevo partire molto presto con lo sprint, mi sono lanciato bene e sono soddisfatto. Oggi ho avuto le mie migliori sensazioni. Nella prima settimana non siamo partiti bene, anche a livello di gambe però con due vittorie posso dire che è un Tour positivo per me. Noi vogliamo sempre di più, Il Tour bisogna prenderlo giorno per giorno e ora mi godo questa vittoria”.
Ora i Pirenei
I Pirenei arrivano con la classifica definita dal Massiccio Centrale: Pogacar conduce con 1’06” su Evenepoel e 1’14” su Vingegaard. Poi il vuoto fino al nuovo quarto, Almeida, a 4’20”. Guadagna per i ritiri altrui Giulio Ciccone, ora 8° nella generale. La prima tappa pirenaica, da Pau a Saint Lary Soulan-Pla d’Adet, prevede Tourmalet, Horquette d’Ancizan e la salita finale di Pla d’Adet, 10 km all’8% di media, il primo vero arrivo in salita del Tour, un vero spartiacque della corsa gialla.