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Mondiali di ciclismo in Ruanda a rischio per le tensioni con il Congo. L’Uci: “Stiamo monitorando”

Mondiali di ciclismo in Ruanda a rischio per le tensioni con il Congo. L’Uci: “Stiamo monitorando”
(afp)

Si fanno sempre più insistenti le voci di un cambio di soluzione, ma l’Unione ciclistica internazionale rassicura. Tanti in ogni caso i problemi logistici

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I Mondiali di ciclismo in Ruanda, il primo grande evento in Africa per lo sport delle due ruote, sono a rischio. A parte i costi enormi della trasferta, che hanno convinto molte Federazioni a contingentare il numero dei loro atleti (anche l’Italia potrebbe non inviare le sue nazionali giovanili), ora le tensioni al confine con la Repubblica Democratica del Congo mettono in pericolo l’intero evento iridato. Nelle ultime ore si è vociferato di un piano-B dell’Uci per trasferire i Mondiali in Svizzera, precisamente a Martigny, dove erano stati programmati quelli del 2020, poi riassegnati a Imola per via delle regole elvetiche sul Covid. Con un comunicato tuttavia l’Uci ha fatto chiarezza sulla propria posizione: “Non esiste un piano-B per spostare i Mondiali in Svizzera o altrove. Stiamo monitorando la situazione”. La società belga Golazo, coinvolta nell’organizzazione dell’evento, ha dichiarato a Sporza che al momento non ci sono ragioni per annullare o spostare i Mondiali. Tuttavia, il portavoce della società Gert Van Goolen ha ammesso che “la guerra nell’est del Congo potrebbe avere conseguenze”.

I Mondiali sono in programma dal 21 al 28 settembre. Prima, però, dal 23 febbraio al 2 marzo si svolgerà il Tour du Ruanda, un test logistico e tecnico di notevolissima difficoltà in questo momento storico per il paese, devastato nel 1994 da una terribile guerra civile.

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