Anatomy of a G.O.A.T., il documentario di Eurosport e Tnt Sport (in onda a partire da sabato mattina su Eurosport 2 e HBO Max), è una miniera di informazioni su Tadej Pogacar, il possibile, ormai probabile greatest of all times del ciclismo mondiale (ha dovuto ammetterlo anche Eddy Merckx). I battiti, il sonno, la forza mentale: tutto concorre a rendere Pogacar un corridore unico. E uno dei più studiati della storia del ciclismo e dello sport in generale.
38 battuti al minuto a riposo
Il primo dato fornito da WHOOP, partner della UAE, riguarda la frequenza cardiaca a riposo. Il braccialetto registra 38 battiti al minuto per Pogacar, quattro in meno rispetto alla media dei sei compagni di squadra inclusi nel confronto. E poi c’è la cura del sonno. Prima del Tour de France 2026 dormiva circa s…
Anatomy of a G.O.A.T., il documentario di Eurosport e Tnt Sport (in onda a partire da sabato mattina su Eurosport 2 e HBO Max), è una miniera di informazioni su Tadej Pogacar, il possibile, ormai probabile greatest of all times del ciclismo mondiale (ha dovuto ammetterlo anche Eddy Merckx). I battiti, il sonno, la forza mentale: tutto concorre a rendere Pogacar un corridore unico. E uno dei più studiati della storia del ciclismo e dello sport in generale.
38 battuti al minuto a riposo
Il primo dato fornito da WHOOP, partner della UAE, riguarda la frequenza cardiaca a riposo. Il braccialetto registra 38 battiti al minuto per Pogacar, quattro in meno rispetto alla media dei sei compagni di squadra inclusi nel confronto. E poi c’è la cura del sonno. Prima del Tour de France 2026 dormiva circa sette ore a notte. Durante le tre settimane in cui ha conquistato la sua quinta maglia gialla, ha dormito circa otto ore. È stato anche il più regolare del gruppo negli orari in cui andava a letto e si svegliava. L'azienda gli attribuisce un punteggio dell'84% nel proprio indice di regolarità del sonno, superiore a quello di tutti i compagni analizzati. I cambiamenti di hotel, di clima e di tipo di tappa non hanno inciso minimamente sulla routine dello sloveno.
Il busto fermo
Íñigo San Millán, suo ex allenatore, invita a osservare nel documentario un particolare che le riprese televisive mostrano appena quando si crea un distacco. Pogacar pedala da seduto e il busto praticamente non si muove. Con il nuovo preparatore Javier Sola, dall'inverno del 2023, la palestra ha assunto un ruolo sempre più importante nella sua preparazione. La forza del tronco aiuta a spiegare questa stabilità. Il suo stile di scalata da seduto, mentre tutti gli altri corridori si alzano sui pedali, è una fotografia fedele della sicurezza e dalla potenza del campione sloveno.
La sorpresa alla Planche des Belles Filles
A La Planche des Belles Filles, nel 2020, la sorpresa fu vissuta anche a casa. Primoz Roglic indossava la maglia gialla e mancava soltanto una cronometro prima dell'arrivo a Parigi. Al primo rilevamento cronometrico, Pogacar aveva già recuperato 13 secondi. La sua famiglia guardava il cronometro e pensava che i tempi dovessero essere sbagliati. Il documentario di chiude a Komenda con una frase-simbolo che Pogacar ripete spessissimo: «Non durerà per sempre, quindi cerchiamo di goderci questo momento».