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Sinner piega Ofner in due set: “Nei tornei esordi sempre difficili”. Prossimo avversario Popyrin

Jannik Sinner 

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Il numero 1 del mondo si impone 6-3, 6-4 sull’austriaco. “È bellissimo vedere al Foro Italico l’entusiasmo di tanti bambini. Sono il futuro, è importante abbiano questa passione”. Nei 16esimi di finale Jannik sfiderà Popyrin
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Roma – Lo sport può essere bellissimo. Ma anche crudele. Guardate il sorriso di Jannik, l’espressione serena con cui saluta il pubblico del Centrale dopo aver stritolato Ofner (6-3, 6-4). “Romaaa!”, scrive sulla lente della telecamera a bordo campo, mentre lo speaker invoca il suo nome come si fa con i centravanti quando segnano un gol. Il numero 1 del mondo è arrivato a 29 successi consecutivi nei Masters 1000, raggiungendo un certo Roger Federer: davanti, a quota 31 (Sinner ha già messo la freccia), è rimasto solo Sua Maestà Djokovic. Adesso mettete indietro l’orologio di qualche ora. Lo stadio è sempre quello: ma c’è Jasmine Paolini. Se ne va a capo chino. Gli occhi sono lucidi, e questa volta non è per la felicità come l’altro giorno. Era la campionessa uscente: ha buttato via una partita impossibile con la belga Mertens, sprecando 3 match point. Da domani sarà fuori dalla Top 10, tredicesima nel ranking Wta: «Non devo cadere in una spirale negativa», giura a sé stessa.

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Roma – Lo sport può essere bellissimo. Ma anche crudele. Guardate il sorriso di Jannik, l’espressione serena con cui saluta il pubblico del Centrale dopo aver stritolato Ofner (6-3, 6-4). “Romaaa!”, scrive sulla lente della telecamera a bordo campo, mentre lo speaker invoca il suo nome come si fa con i centravanti quando segnano un gol. Il numero 1 del mondo è arrivato a 29 successi consecutivi nei Masters 1000, raggiungendo un certo Roger Federer: davanti, a quota 31 (Sinner ha già messo la freccia), è rimasto solo Sua Maestà Djokovic. Adesso mettete indietro l’orologio di qualche ora. Lo stadio è sempre quello: ma c’è Jasmine Paolini. Se ne va a capo chino. Gli occhi sono lucidi, e questa volta non è per la felicità come l’altro giorno. Era la campionessa uscente: ha buttato via una partita impossibile con la belga Mertens, sprecando 3 match point. Da domani sarà fuori dalla Top 10, tredicesima nel ranking Wta: «Non devo cadere in una spirale negativa», giura a sé stessa.

Sinner si avvicina alla prova del nove

«Nei tornei gli esordi sono sempre difficili», racconta Jannik. Sarà. L’impressione è che domenica prossima vincerà anche l’ultimo dei 9 Masters che manca alla sua collezione. In assenza di Alcaraz non si vede chi possa ragionevolmente impensierirlo. Venerdì, dopo essersi allenato un’ora e mezza con lui, Cobolli era senza fiato: «Sinner ti obbliga ad alzare i tuoi limiti». Il ragazzo dai capelli rossi sorride, modesto: «Tra noi italiani c’è una sana competizione, ci aiuta a crescere». Migliorare, sempre. «Il mio obiettivo è tirare fuori il potenziale massimo: non mi interessano i record, ma sapere di aver fatto tutto quello che era nelle mie possibilità». Confessa di avere anche lui dei dubbi prima di ogni incontro: «È normale, vuol dire che tieni a quello che fai». Gli piace, l’entusiasmo di Roma nei suoi confronti: «È bellissimo vedere al Foro Italico l’entusiasmo di tanti bambini per noi azzurri: sono il futuro, è importante abbiano questa passione». Però resta blindato nell’albergo di Monte Mario: «Hotel-campo-hotel: nei ristoranti c’è la caccia dei tifosi ai tennisti».

Jasmine Paolini, che beffa

Un anno fa, “Jas” aveva festeggiato i titoli in singolare e doppio con un bel tuffo in piscina. È ancora in tempo per riprovarci nel torneo con Sara Errani, che la guida anche come allenatrice e ieri la tempestava di consigli: «Sei forte, devi restare lucida!», ripeteva. Invece le è mancata proprio la freddezza nei momenti decisivi. «Alla prima palla per vincere mi è partito il dritto: che stranezza. La seconda l’ho steccata: può succedere. Ma la terza, ho fatto un errore proprio brutto». Sull’orlo di una comprensibile crisi di nervi, inghiotte i singhiozzi: «Sono sicura di essere sulla strada giusta: devo continuare così, mi serve solo un pizzico di qualità in più». Speriamo abbia ragione.

Un’altra bella giornata azzurra

È stata comunque un’altra giornata azzurra, con i successi di Cobolli sul francese Atmane e il bel regalo infiocchettato da Bellucci. L’argentino Etcheverry sulla terra battuta sembrava imbattibile, ma non aveva fatto i conti con Mattia: «La partita in alcuni momenti scotta, ma non ci ho pensato troppo: sono andato a prendermela, con il servizio e i colpi al volo». Un tennis vario e divertente che, comunque vada, da lunedì gli permetterà di risalire al numero 68 Atp: incontrerà un ventenne spagnolo, Landaluce, ripescato dopo la sconfitta nelle qualificazioni con Andrea Pellegrino, che ieri sera si è guadagnato il terzo turno: Fils (sotto 4-0) si è ritirato, Andrea incontrerà l’americano Tiafoe.

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