Ancelotti il saggio: “Non si vince il Mondiale alla prima partita”
dal nostro inviato Emanuele GambaEAST RUTHERFORD – "Non si vince il Mondiale alla prima partita" dice Ancelotti, aggrappandosi, nel momento di difficoltà, alla sua proverbiale saggezza. Il primo Brasile americano non è piaciuto a nessuno, men che meno ai brasiliani, e anche Carletto, dopo la partita, non aveva la faccia di un uomo contento, anche se il celebre sopracciglio indicatore è ora celato da un paio di occhiali dalla montatura scura. "Siamo stati ansiosi", ha ripetuto a più riprese, tradendo la preoccupazione per l'incapacità della squadra, che pure è piena di giocatori molto esperti, di reggere il peso delle pressioni.
La saggezza di Ancelotti
"Non possiamo aspettarci che la squadra sia perfetta già alla prima gara. La fiducia nei giocatori è totale, ma nel calcio non tutto va sempr…
EAST RUTHERFORD – "Non si vince il Mondiale alla prima partita" dice Ancelotti, aggrappandosi, nel momento di difficoltà, alla sua proverbiale saggezza. Il primo Brasile americano non è piaciuto a nessuno, men che meno ai brasiliani, e anche Carletto, dopo la partita, non aveva la faccia di un uomo contento, anche se il celebre sopracciglio indicatore è ora celato da un paio di occhiali dalla montatura scura. "Siamo stati ansiosi", ha ripetuto a più riprese, tradendo la preoccupazione per l'incapacità della squadra, che pure è piena di giocatori molto esperti, di reggere il peso delle pressioni.
La saggezza di Ancelotti
"Non possiamo aspettarci che la squadra sia perfetta già alla prima gara. La fiducia nei giocatori è totale, ma nel calcio non tutto va sempre per il verso giusto. Quando succede, dobbiamo offrire critiche costruttive. Questo è solo l'inizio del percorso", aggiunge. L'ottimismo lo va a cercare nella prestazione del secondo tempo, decisamente migliore anche se non certo di livello eccelso. Merito anche delle sostituzioni, due delle quali operate già nell'intervallo, anche se qualcuno ha assurdamente accusato Carletto di averle fatte troppo tardi, facendolo innervosire. "La squadra era ansiosa, abbiamo perso il possesso palla e c'era poco equilibrio in campo. Il secondo tempo è stato molto meglio. Miglioreremo per la prossima partita", che sarà la più facile del girone, quella di Filadelfia contro Haiti.
Le critiche alla formazione titolare
"Contro il Marocco, la squadra ha lottato fino all'ultimo minuto, questo è l'aspetto positivo. È abbastanza chiaro cosa dobbiamo migliorare". Piuttosto, le critiche sono sembrate più pertinenti in merito alle scelte di formazione, in particolare alla scelta del centravanti, Igor Thiago, e dei due titolari di difesa. "Quando la squadra non gioca bene, bisogna accettare le critiche, ma credo che la formazione titolare fosse quella giusta. Ora dobbiamo pensare a superare la fase a gironi e migliorare nel tempo".