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Allarme Norvegia, un virus contagia mezza squadra. Colpito anche il ct Solbakken, Haaland sta bene

(agf)

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L’influenza nello spogliatoio già durante la sfida col Brasile. Ora la squadra ha tre giorni per recuperare prima dei quarti contro l’Inghilterra
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La remata vichinga rischia d’incagliarsi sul più bello, contro un avversario imprevedibile. Non si tratta dell’Inghilterra, che i norvegesi affronteranno ai quarti di finale dei Mondiali, ma di un virus intestinale. In queste ore la partita di Erling Haaland e compagni si gioca contro febbre, spossatezza, mal di pancia. Parte dello spogliatoio è fuori gioco, per diretta ammissione del commissario tecnico Stale Solbakken: “Diversi giocatori hanno la tosse, con un po’ di raucedine”, spiega l’allenatore della Norvegia.

Il ct norvegese: “Diversi calciatori hanno la tosse”

Anche lui non se la passa benissimo: le sue ultime conferenze stampa sono un “coff coff” continuo. Una brutta influenza, che non lo molla dalle partite dei gironi, con i primi sintomi apparsi già prima della sfida con la Francia. Tanto che, dopo lo storico successo agli ottavi contro il Brasile, Solbakken sceglie di non festeggiare: “Ho lasciato che fosse lo staff a celebrare la vittoria. Ero troppo stanco, sono and…

La remata vichinga rischia d’incagliarsi sul più bello, contro un avversario imprevedibile. Non si tratta dell’Inghilterra, che i norvegesi affronteranno ai quarti di finale dei Mondiali, ma di un virus intestinale. In queste ore la partita di Erling Haaland e compagni si gioca contro febbre, spossatezza, mal di pancia. Parte dello spogliatoio è fuori gioco, per diretta ammissione del commissario tecnico Stale Solbakken: “Diversi giocatori hanno la tosse, con un po’ di raucedine”, spiega l’allenatore della Norvegia.

Il ct norvegese: “Diversi calciatori hanno la tosse”

Anche lui non se la passa benissimo: le sue ultime conferenze stampa sono un “coff coff” continuo. Una brutta influenza, che non lo molla dalle partite dei gironi, con i primi sintomi apparsi già prima della sfida con la Francia. Tanto che, dopo lo storico successo agli ottavi contro il Brasile, Solbakken sceglie di non festeggiare: “Ho lasciato che fosse lo staff a celebrare la vittoria. Ero troppo stanco, sono andato a letto, ho rivisto la partita, risposto a qualche messaggio. Ho dormito pochissimo e malissimo”. Nel ritiro norvegese è già scattato l’allarme contagio, anche se Solbakken gioca la carta del bluff: “Non c’è il rischio di focolai, restiamo tranquilli”.

Quali sono i giocatori con l’influenza

Ma qualcuno, oltre a lui, ha già fatto i conti col virus. Tra i giocatori monitorati con maggiore attenzione c’è Marcus Holmgren Pedersen, costretto a saltare la gara contro il Brasile. Prima del terzino del Torino, anche l’attaccante Jorgen Strand Larsen era rimasto fermo per colpa della febbre. Le cause? Per Solbakken sono “l’aria condizionata, gli aeroporti, gli spogliato”. Con tutti questi spostamenti è normale che succedano certe cose. Siamo più di cinquanta persone e abbiamo viaggiato tanto», prosegue il ct. Oltre cinquemila i chilometri percorsi dalla Norvegia dall’inizio della competizione. Presto Haaland dovrà farne altri: sabato a Miami c’è il suo appuntamento con la storia, virus permettendo. Se le cose dovessero mettersi male, può prendere ispirazione dalla leggenda del basket Michael Jordan, che nel 1997 portò i Chicago Bulls alla vittoria di gara-5 delle Nba Finals in preda a vomito e mal di pancia. Ora anche il mondo del calcio rischia di avere il suo “Flu game”, la partita dell’influenza.

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