Isolde Kostner: “I clienti tagliano, nel mio garni cenano in camera. E molti amici hanno smesso di sciare”

Isolde Kostner: “I clienti tagliano, nel mio garni cenano in camera. E molti amici hanno smesso di sciare”

Intervista all’ex campionessa di sci che a Selva di val Gardena ha uno chalet e un garni

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Una montagna. Ma di soldi. La neve diventa proibitiva. Chi ama lo sci rinuncia, taglia, si adatta. Isolde Kostner nella sua prima vita da campionessa ha vinto due coppe del Mondo di discesa libera, 3 medaglie olimpiche e 3 mondiali, nella seconda vita scia tutti i giorni sulle piste di Selva, in Alto Adige, ma ha anche un garni e uno chalet.

“Sa cosa succede? Nel garni, come in Alto Adige chiamiamo i bed and breakfast, vedo nelle stanze cartoni di pizze, confezioni di cibi preparati comprati al supermercato o nei negozi tipici. I clienti cenano spesso in camera. Venti anni fa, quando ho iniziato, non succedeva”.

Un modo per contenere le spese

“Sì, e vedo le differenze tra i clienti dello chalet e quelli del garni, famiglie normali come noi, che devono stare attente. Quando sono andata a Padova per la fiaccola olimpica ho incontrato amici, clienti, anche tifosi che mi hanno detto: ho smesso di sciare, troppo costoso”.

Lei ha visto un calo dalle sue parti?

“Sì. C’è stato. Pensi che a Capodanno non abbiamo fatto file agli impianti. Qualche minuto di attesa, non la solita mezz’ora. E ci sono meno persone in pista. Ormai una vacanza in montagna è più costosa di una settimana al mare. Dispiace perché la montagna è sport, vita, libertà. Qui è tutto accogliente e rilassante. Un peccato. Ma i costi alti non sono l’unico problema”

Cos’altro?

“Gli stipendi in Italia sono bassi. Gli stranieri vengono. I salari non seguono l’inflazione. Aumenta tutto e le famiglie soffrono. Ma la preparazione e la manutenzione delle piste costano molto, per un gatto delle nevi ci vogliono 500mila euro. Per questo lo skipass, qui in Val Gardena e in Alta Badia, costa tanto. Il cliente non può vederlo”.

Sul posto qualcuno si lamenta?

“Alcune famiglie avevano smesso di far sciare i figli, i titolari degli impianti hanno deciso di non far pagare i bambini dall’asilo alla quinta elementare. Il Comune dà incentivi allo sport. E chi fa sport è più in salute e non ha bisogno di assistenza sanitaria. A questo si dovrebbe pensare e cercare di dare aiuti, sovvenzioni per tutti”.

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