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Dalle Olimpiadi al Festival, il ponte nazional-popolare di Raiuno

Achille Lauro all'Arena di Verona durante la cerimonia di chiusura dei Giochi invernali (lapresse)

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Sul palco dell’Arena nella cerimonia di chiusura dei Giochi una playlist costruita per lanciare l’inizio di Sanremo. Un consiglio: riservate questo lunedì agli affetti più cari
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In pratica senza soluzione di continuità si va dalle Olimpiadi al Festival di Sanremo (consiglio: riservare queste ore del lunedì agli affetti più cari). Ma a Raiuno e nell’insieme di questo spettacolare febbraio devono averla pensata e poi lavorato, visto che proprio la Cerimonia di chiusura di Verona sembrava lanciare un ponte immaginario – come si usa da noi – tra i due grandi eventi. E sarà stata anche la carrellata di canzoni pop che ha imperversato per diversi minuti dal palco dell’Arena di Verona (una playlist delle nostre migliori emozioni tra i decenni, per quanto presunta) cantate live in versione condensata, a volte allegra e a volte struggente – e ci si è chiesti giustamente quale sarà stata la reazione degli olimpici coreani nell’ascoltare E la vita l’è bela…

In pratica senza soluzione di continuità si va dalle Olimpiadi al Festival di Sanremo (consiglio: riservare queste ore del lunedì agli affetti più cari). Ma a Raiuno e nell’insieme di questo spettacolare febbraio devono averla pensata e poi lavorato, visto che proprio la Cerimonia di chiusura di Verona sembrava lanciare un ponte immaginario – come si usa da noi – tra i due grandi eventi. E sarà stata anche la carrellata di canzoni pop che ha imperversato per diversi minuti dal palco dell’Arena di Verona (una playlist delle nostre migliori emozioni tra i decenni, per quanto presunta) cantate live in versione condensata, a volte allegra e a volte struggente – e ci si è chiesti giustamente quale sarà stata la reazione degli olimpici coreani nell’ascoltare E la vita l’è bela…

È stato come se il baraccone rivierasco in partenza domani reclamasse l’attenzione successiva di tutti – quella che per ordini superiori deve stare stretta sul celebre nazional-popolare. Perché d’accordo l’universalità, lo spirito olimpico, il multiculturalismo mescolato al multi-atletismo, ma già la Rai è uscita dai Giochi con molti passi falsi, se si dovesse avere una sorta di ricaduta di pari dileggio su Sanremo sarebbe un guaio vero.Ed ecco quindi che via via nel trascorrere della serata l’universalismo trascolorava in qualcosa di assai più provincialmente patriottico, sarà anche stato l’assieparsi dei politici ordinari di casa nostra, o il magnificare in telecronaca la presenza dei Governatori di Lombardia e Veneto, come se i medesimi invece di non aver sognato altro che essere lì, si fossero scomodati per una gentile concessione al popolo.

E comunque chi ha avuto la possibilità di immergersi anche per poche ore in uno dei teatri delle gare olimpiche ha afferrato il senso: intorno ai Giochi, in un perimetro ristretto e fantastico, si respirava l’aria del mondo e il cuore si allargava nella magnifica convivenza umana, da cittadini del mondo, che si respirava a pieni polmoni. Ma bastava poi allontanarsi e tornare alle normali attività per riscoprire quell’aria di chiuso che in tanti vorrebbero fosse un valore. E il passaggio repentino, senza nemmeno prepararsi un po’, dai fasti olimpici al trastullo canzonettaro imminente che ci divertirà – forse – per il resto della settimana ne è l’evidente trasposizione in forma televisiva.

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