Parigi – Marta non è mai andata così lontano, in uno Slam. E non ha mai versato tante lacrime di dolore. «Bombardano la mia Ucraina. Un missile è caduto a cento metri dalla casa dei miei genitori». Non stringe la mano alle avversarie russe. «Sanno benissimo che il loro Paese sta uccidendo altre persone, ma fanno finta di nulla. Non so come possano dormire tranquille». Ha ignorato Okskana Selechme…