Maglietta e scarpe rosse, pantaloncini scuri. E soprattutto, un largo sorriso. Sta bene, non ha neppure il cerotto intorno all’anulare destro: addio, vescica. Raggiunge il campo d’allenamento numero uno di Flushing Meadows. Applausi. Saluta, poi indossa il manicotto bianco al braccio destro — ricordo dell’infortunio con Dimitrov a Wimbledon — che è diventato la sua copertina di Linus: «Mi fa sentire bene». Scalpitava già dopo aver superato Kopriva: Vagnozzi gli aveva impedito di riprendere subito la racchetta in mano, ma questa volta non può fermarlo.
Sessione di allenamento di 100 minuti
Via a una sessione bella tosta, un’ora e 40 minuti. E per fortuna giurava di voler solo continuare ad avere confidenza con la palla: «Il lavoro importante l’ho già fatto negli ultimi …
Maglietta e scarpe rosse, pantaloncini scuri. E soprattutto, un largo sorriso. Sta bene, non ha neppure il cerotto intorno all’anulare destro: addio, vescica. Raggiunge il campo d’allenamento numero uno di Flushing Meadows. Applausi. Saluta, poi indossa il manicotto bianco al braccio destro — ricordo dell’infortunio con Dimitrov a Wimbledon — che è diventato la sua copertina di Linus: «Mi fa sentire bene». Scalpitava già dopo aver superato Kopriva: Vagnozzi gli aveva impedito di riprendere subito la racchetta in mano, ma questa volta non può fermarlo.
Sessione di allenamento di 100 minuti
Via a una sessione bella tosta, un’ora e 40 minuti. E per fortuna giurava di voler solo continuare ad avere confidenza con la palla: «Il lavoro importante l’ho già fatto negli ultimi 5 giorni». Ieri ha scambiato col giovane americano Ethan Quinn, numero 84 Atp, eliminato al primo turno di questi Us Open: il ragazzo ha un buon servizio, l’azzurro si è concentrato sulla risposta. Dopo un’ora e un quarto, l’altro ha salutato. Il numero uno del mondo a quel punto si è rimesso a palleggiare, con Simone Vagnozzi e Darren Cahill dall’altra parte della rete, provando soprattutto i movimenti laterali. Caparbio, sereno. Una macchina da tennis.
Nella serata italiana contro Popyrin
Stasera, intorno alle 19.30 italiane, al termine del match Swiatek-Lamens (le ragazze cominciano alle 17.30) e sul Centrale dedicato ad Arthur Ashe, nel secondo turno dello slam newyorchese affronta l’australiano Alexei Popyrin: uno dei pochi nel circuito, come Alcaraz, che può dire di essere in vantaggio con l’azzurro negli scontri diretti. «Non ricordo molto di quell’occasione», confessa Jannik. È successo 4 anni fa, sulla terra rossa di Madrid: l’australiano vinse in 2 set. «Di sicuro, in queste stagioni è migliorato ancora», avverte il ragazzo dai capelli rossi. «Sarà un incontro molto difficile: ma è quello che mi serve, se voglio andare avanti».
Niente quarto con l’amico Draper
Nella seconda settimana potrebbe trovarsi di fronte un italiano (Cobolli o Musetti): di sicuro però non gli capiterà più l’amico Jack Draper, brutto cliente che qui giocava in casa ed era testa di serie numero 5. Lo statunitense si è ritirato, vittima del riacutizzarsi di un problema al braccio, il belga Bergs passa direttamente al terzo turno. Un altro belga, l’esperto e insidioso Goffin, affronta Lorenzo Musetti alle 17 sul Louis Armstrong Stadium. ‘Muso’ è tornato. Un paio d’ore più tardi Flavio Cobolli sfida lo statunitense Brooksby. Vincessero, i due italiani si ritroverebbero avversari.