Cocciaretto la secchiona: “Scrivo tutti i segreti in un diario e durante le partite li rileggo”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA — Sta leggendo un libro tra un game e l’altro? Magari un romanzo? No. Per chi ancora non lo sapesse, Elisabetta Cocciaretto prende appunti durante le sue partite. "È il mio quadernino che segno sempre, lo faccio dal 2019”, spiega a Repubblica poco dopo aver annichilito la numero 3 del mondo, Jessica Pegula, in 58 minuti al primo turno di Wimbledon, “il mio allenatore Fausto (Scolari, ndr) scherza sempre: “Ma sei sicura che stai leggendo la pagina giusta?”. Sì sono una che studia molto”, difatti è iscritta a Giurisprudenza in Italia, “ma in campo sono concentrata sul tennis. Annoto sempre tutto in questo mio diario, perché ogni tanto vado in confusione, o magari mi dimentico gli obiettivi che ho...”.
Cocciaretto: “Ho imparato a concentrarmi”
Dieci e lode. Durante l’intervista post match, “Coccia” era così felice che parlava troppo: “Scusatemi, sto facendo troppa filosofia…”. Risate degli inglesi sugli spalti. Così parlò Elisabetta. Qui a Church Road è arrivata da numero 116…
LONDRA — Sta leggendo un libro tra un game e l’altro? Magari un romanzo? No. Per chi ancora non lo sapesse, Elisabetta Cocciaretto prende appunti durante le sue partite. "È il mio quadernino che segno sempre, lo faccio dal 2019”, spiega a Repubblica poco dopo aver annichilito la numero 3 del mondo, Jessica Pegula, in 58 minuti al primo turno di Wimbledon, “il mio allenatore Fausto (Scolari, ndr) scherza sempre: “Ma sei sicura che stai leggendo la pagina giusta?”. Sì sono una che studia molto”, difatti è iscritta a Giurisprudenza in Italia, “ma in campo sono concentrata sul tennis. Annoto sempre tutto in questo mio diario, perché ogni tanto vado in confusione, o magari mi dimentico gli obiettivi che ho...”.
Cocciaretto: “Ho imparato a concentrarmi”
Dieci e lode. Durante l’intervista post match, “Coccia” era così felice che parlava troppo: “Scusatemi, sto facendo troppa filosofia…”. Risate degli inglesi sugli spalti. Così parlò Elisabetta. Qui a Church Road è arrivata da numero 116 al mondo e ieri, con il suo devastante 6-2, 6-3 contro l’americana, è la prima Italiana a battere una testa di serie top 3 a Wimbledon nell’era Open: "Ma non voglio concentrarmi troppo su questa partita. Gli ultimi tornei mi sono serviti moltissimo”, ci racconta, “perché prima mi concentravo troppo sulle avversarie e non su me stessa. Scolari mi sta aiutando moltissimo. Su tattica e approccio, senza di lui non ce l’avrei mai fatta”.
L’età d’oro dell’Italia del tennis
Cocciaretto, raggiante dopo la vittoria di ieri a Londra, è autrice dell’ultima impresa di questa generazione straordinaria del tennis italiano. Oramai la vera “nazionale del Paese”, mentre quella del calcio di recente arranca: “È vero, sono occasioni in cui il Paese si unisce, e noi tennisti italiani dobbiamo ringraziarci tutti a vicenda”, ci dice, “giochiamo, siamo dei privilegiati, mentre la gente viaggia per venirci a sostenere. Abbiamo vinto la Davis, la Billie Jean King Cup. In questi giorni anche i ragazzi maschi mi hanno scritto, mentre io sono andata a tifare Darderi e Bellucci. Questo essere gruppo mi da tanta contentezza”.
Cocciaretto e l’amicizia con Sofia Goggia
Un gruppo unito, che travalica anche questo sport. Come Elisabetta spiega poco prima durante un incontro con i giornalisti italiani, “lunedì ho avuto una bellissima conversazione con Sofia Goggia. Di lei ho sempre accettato questo consiglio: “Certo, osservo sempre gli altri sciatori, ma poi ho sempre pensato a me stessa a migliorare”. Una persona ci ha messo in contatto e da allora siamo diventate amiche. Sofia ha un altruismo incredibile. I suoi consigli li porterò sempre con me”. Ma perché l’erba piace così tanto a Cocciaretto? “Ci ho giocato da quando ero piccola e anche con i miei primi allenatori, e con Musetti quando eravamo ancora minorenni. In ogni caso, bisogna lavorare tanto. Come ha detto Sinner al mio allenatore l’altro ieri: “Fausto, vieni dalla montagna come me, ogni giorno bisogna farsi il c…”".
La rivincita di Cocciaretto
Qualcosa è scattato ieri in Elisabetta, nel match sinora più bello della sua carriera. Lei lo chiama “clic”: “In campo non guardavo cosa ci fosse oltre la rete. Per me sarebbe stato uguale, Pegula o un’altra. Anche se Jessica per me è sempre un esempio, anche per come accetta le sconfitte, non è mai sopra le righe. Io invece sono scesa in campo aggressiva come non mai, o la va o la spacca, senza paura, come Paolini. Non avevo niente da perdere. Ho giocato solo per me stessa, per migliorarmi, per mettere in pratica quello che faccio in allenamento. Per me oggi è un onore, un sogno che si realizza, dopo tanto lavoro e le difficoltà dell’anno scorso, dopo la polmonite poco prima di Wimbledon, il Covid in Cina e mesi molto difficili, passati a curarmi, in ospedale, con antibiotici, malanni continui. Questa è la mia rivincita”.