Quando gli dicono che ieri sera è stato come il suo coetaneo Messi – a 39 anni, Leo segna e porta avanti l’Argentina ai Mondiali; lui vince l’emozionante maratona di 5 ore e un quarto con Auger-Aliassime, e si guadagna la semifinale di Wimbledon con Sinner -, Djokovic risponde con un sorriso: «Sarebbe bello, giocare solo 90 minuti». Infinito Novak. Nessuno mai, come lui. Insegue il record assoluto di Slam vinti (25), vuole raggiungere i successi di Federer all’All England Club (8), è alla sua quindicesima semifinale sui prati di Church Road – l’ottava consecutiva! -, la numero 55 nei Major. «Ci vediamo venerdì sul Center Court. Ai primati penserò quando avrò smesso. C’è ancora tempo. Adesso voglio godermi una giornata di riposo, ne ho bisogno». È felice.
Djokovic: “Uno degli incontri più belli del…
Quando gli dicono che ieri sera è stato come il suo coetaneo Messi – a 39 anni, Leo segna e porta avanti l’Argentina ai Mondiali; lui vince l’emozionante maratona di 5 ore e un quarto con Auger-Aliassime, e si guadagna la semifinale di Wimbledon con Sinner -, Djokovic risponde con un sorriso: «Sarebbe bello, giocare solo 90 minuti». Infinito Novak. Nessuno mai, come lui. Insegue il record assoluto di Slam vinti (25), vuole raggiungere i successi di Federer all’All England Club (8), è alla sua quindicesima semifinale sui prati di Church Road – l’ottava consecutiva! -, la numero 55 nei Major. «Ci vediamo venerdì sul Center Court. Ai primati penserò quando avrò smesso. C’è ancora tempo. Adesso voglio godermi una giornata di riposo, ne ho bisogno». È felice.
Djokovic: “Uno degli incontri più belli della mia carriera”
Appena terminato il match col canadese, aveva chiesto scusa ai suoi bimbi, Tara e Stefan, rimasti in tribuna ad applaudirlo insieme a mamma Jelena. «Mi spiace, stanotte andranno a dormire tardi. Ma questo è stato uno degli incontri più belli che ho giocato qui in tutta la mia carriera. Ho vinto con la racchetta e con tantissimo cuore: sono stato bravo a gestire la tensione. Poteva vincere chiunque, anche Felix ha giocato a un livello altissimo. Nel super tie-break forse ha abbassato leggermente il rendimento. Io ho sfruttato tutte le occasioni che mi si sono presentate, sono rimasto lì, ho giocato i colpi giusti». Il pubblico in delirio. Il rischio di andare oltre le 23: a quel punto, il match sarebbe stato interrotto e appuntamento al giorno dopo. «Un momento speciale. Nemmeno il migliore degli sceneggiatori poteva prevedere un finale così».
Nole imbattibile, nelle maratone. Jannik invece…
Venerdì con Jannik sarà la sfida numero 12, la quarta sull’erba londinese: l’azzurro è in vantaggio 6-5, ma dopo 5 successi consecutivi a gennaio ha rivinto il serbo. A dispetto dell’età, Sua Maestà Nole diventa formidabile quando l’incontro si allunga fino al quinto set, come a Melbourne. Mentre Sinner, 15 anni di meno, se si gioca oltre le 4 ore comincia a dare segni di incertezza (oltre agli Australian Open di quest’anno, vale la pena di ricordare la finale parigina con Alcaraz del 2025). «In Australia, avevo giocato una semifinale molto lunga contro Jannik. In Australia era il primo grande torneo dell'anno. Arrivavo più fresco, dopo diversi mesi di pausa e di preparazione. Adesso è diverso. E poi, la superficie è un’altra. In questo momento però non voglio pensare a venerdì: sarà il campo, a dire come andranno le cose».
“Non penso a Sinner. Voglio solo andare avanti”
Per un po’ preferisce godersi il momento. «Questa partita con Felix, per me, valeva quasi come una finale. Ho dato tutto quello che avevo, il massimo. Credo sia stata un'esperienza straordinaria sia per noi giocatori sia per il pubblico presente allo stadio, e sono certo anche per chi l'ha seguita in televisione. Sono felice di aver preso parte a un'altra partita destinata a entrare nella storia. Alla mia età, essere ancora capace di lottare contro ragazzi che hanno 15 anni meno di me e batterli al termine di partite così combattute, è sicuramente una bella sorpresa. Allo stesso tempo, ho sempre aspettative altissime nei miei confronti. Sono molto severo e molto autocritico. Non so cosa mi riserverà domani, sinceramente. Vedremo. Continuo a voler dimostrare a me stesso e agli altri di poter competere con i migliori giocatori del mondo e di poterli battere nei palcoscenici più importanti. È quello che ho fatto in Australia, ed è quello che ho fatto anche qui. Spero di riuscirci ancora per qualche altra partita, a Londra».