ROMA - Assalita da più parti per il test a sorpresa effettuato con la Mercedes del 2013 dal 17 al 19 maggio a Barcellona, prove di gomme per mille chilometri con una macchina che durante il Mondiale per regolamento dovrebbe andare in pista solo nei week-end di gara, la Pirelli, a cinque giorni dal caso scoppiato a Montecarlo, si difende contrattaccando. E lo fa attraverso una lunga conferenza stampa nella quale rigetta ogni accusa, oltre a fornire nuovi particolari sul test effettuato in Spagna e sui motivi che l'hanno spinta a comportarsi in una certa maniera nel prossimo gran premio del Canada, con nuovi pneumatici a disposizione dei team solo nel venerdì delle prove libere, in attesa di entrare in gioco in maniera ufficiale nella corsa successiva, il 30 giugno a Silverstone.
Pirelli, con le parole del responsabile tecnico Maurizio Boiocchi e del capo dell'attività sportiva Paul Hembery, afferma: "Lo scopo del test effettuato con la Mercedes era di sviluppare gomme che verranno usate nel 2014, sempre che il nostro accordo con la Fia sia rinnovato, e che mai si vedranno nei gran premi di questa stagione. Erano prove alla cieca, la Mercedes non sapeva cosa stesse testando, né alla fine dei tre giorni ha avuto informazioni sui risultati ottenuti, dati che sono confidenziali, appartengono a noi e sono destinati a restare segreti. La Mercedes non ha ottenuto alcun vantaggio da questi chilometri in pista e chi, approfittando del risultato ottenuto a Montecarlo, ha profuso sospetti e veleni, dimentica che già nel 2012 la macchina tedesca era andata molto bene su quel circuito, che deteriora poco gli pneumatici, e che quindi per quanto è accaduto domenica sul piano della performance in alcun modo si può parlare di sorpresa. Il problema è che noi sin dal 12 marzo del 2012 avevamo fatto presente ai team che avremmo gradito fare prove di mille chilometri con ciascuno di loro, s'intende sempre con test alla cieca, utili solo per il nostro lavoro di sviluppo, e che quasi nessuno ci aveva dato disponibilità. Ora siamo tornati alla carica, perché fra 12 settimane dovremo fornire i dati per le vetture del 2014, monoposto drasticamente diverse, perché sottoposte a notevoli cambiamenti regolamentari. Volevamo un team, senza con questo chiedere necessariamente una macchina del 2013, ma comunque una vettura significativa, per cercare di avere basi solide di sviluppo sul 2014 e la Mercedes si è offerta. Non abbiamo usato la nostra Renault vecchia, perché era nelle Filippine per una dimostrazione e comunque è quattro secondi più lenta delle macchine attuali, una Mercedes più recente poteva esserci di maggiore aiuto. Loro ci hanno detto che ci mettevamo a disposizione i due piloti titolari, Rosberg e Hamilton. E che, non potendo darci la macchina 2011, ci avrebbero fornito quella nuova, dopo aver informato e chiesto il permesso alla Fia. Non sono stati test segreti, perché noi abbiamo messo i nostri loghi, sapevamo che qualcuno fra il pubblico avrebbe potuto fotografare l'evento, abbiamo affittato il circuito e poi alla luce del sole lo abbiamo pagato. Non avrebbe avuto senso convocare tutti i team e provare ogni specifica, sarebbe stato uno spreco di soldi e chilometri. Molto meglio concentrarsi su un'unica macchina e una sola specifica. Senza peraltro rivelare i risultati che abbiamo raccolto. Quando potremo renderli noti, informeremo tutti allo stesso modo, anche Red Bull e Ferrari che hanno inoltrato una protesta alla Fia contro questi test".
Piuttosto per Pirelli il problema è un altro. "Noi abbiamo bisogno di prove per sviluppare gli pneumatici durante la stagione, vorremmo poter effettuare chilometri in pista con tutti i team, test adeguati e regolamentati da norme chiare, condivise da ogni squadra. Una necessità ancor più impellente se pensiamo al 2014, dove con la Fia e le squadre siamo già d'accordo di avere un approccio meno aggressivo, con gomme in grado di durare di più, lasciando più campo nella decisione del risultato alle macchine, visto che già le vetture, con il nuovo motore turbo, dovranno sottoporsi ad un'autentica rivoluzione".
Altra questione è la delaminazione che si è verificata in queste prime gare del 2013 e che ha preoccupato non poco la Pirelli. L'azienda precisa "che il problema non riguardava la sicurezza dei piloti, ma la nostra immagine, sicuramente danneggiata da casi ripetuti. Abbiamo avuto 14 coperture con tagli che arrivavano fino alle cinture, non sono vistosi, non hanno prodotto sgonfiamento della gomma, non arrivavamo al battistrada, ma rappresentano comunque un problema e anche i team sono d'accordo nell'esigenza di risolverlo. Pensiamo di aver trovato una soluzione, ma non c'entra nulla con il test di Barcellona, l'abbiamo tirata fuori in laboratorio, ricreando gli stessi difetti riscontrati sulle gomme incriminate e lavorandoci sopra, e ora la verificheremo in Canada". Dove le nuove coperture saranno sperimentate al venerdì, per poi rimanere in stand by sino a Silverstone. "Alle squadre dopo le libere chiederemo pareri, pensiamo che anche le loro indicazioni siano molto utili per eliminare definitivamente il problema". Fermo restando, assicura Pirelli, che la filosofia del pneumatico non sarà cambiata. "L'unico accorgimento è sulle gomme a mescola più dura, per cercare di restare entro i tre pit stop in ogni gara. Ma non possiamo cambiare la natura del pneumatico senza l'unanimità dei team e al momento questa non c'è. Qualche squadra ci ha fatto presente che, sulla base delle gomme, hanno effettuato sviluppi progettuali particolari e non vogliono correre il rischio di un abbassamento delle prestazioni. Quindi nessun cambiamento radicale in corsa. Anche se alla fine restiamo più che mai convinti di una cosa: a prescindere dai nostri pneumatici, il Mondiale sarà vinto dal pilota e dalla macchina migliore".
Pirelli, con le parole del responsabile tecnico Maurizio Boiocchi e del capo dell'attività sportiva Paul Hembery, afferma: "Lo scopo del test effettuato con la Mercedes era di sviluppare gomme che verranno usate nel 2014, sempre che il nostro accordo con la Fia sia rinnovato, e che mai si vedranno nei gran premi di questa stagione. Erano prove alla cieca, la Mercedes non sapeva cosa stesse testando, né alla fine dei tre giorni ha avuto informazioni sui risultati ottenuti, dati che sono confidenziali, appartengono a noi e sono destinati a restare segreti. La Mercedes non ha ottenuto alcun vantaggio da questi chilometri in pista e chi, approfittando del risultato ottenuto a Montecarlo, ha profuso sospetti e veleni, dimentica che già nel 2012 la macchina tedesca era andata molto bene su quel circuito, che deteriora poco gli pneumatici, e che quindi per quanto è accaduto domenica sul piano della performance in alcun modo si può parlare di sorpresa. Il problema è che noi sin dal 12 marzo del 2012 avevamo fatto presente ai team che avremmo gradito fare prove di mille chilometri con ciascuno di loro, s'intende sempre con test alla cieca, utili solo per il nostro lavoro di sviluppo, e che quasi nessuno ci aveva dato disponibilità. Ora siamo tornati alla carica, perché fra 12 settimane dovremo fornire i dati per le vetture del 2014, monoposto drasticamente diverse, perché sottoposte a notevoli cambiamenti regolamentari. Volevamo un team, senza con questo chiedere necessariamente una macchina del 2013, ma comunque una vettura significativa, per cercare di avere basi solide di sviluppo sul 2014 e la Mercedes si è offerta. Non abbiamo usato la nostra Renault vecchia, perché era nelle Filippine per una dimostrazione e comunque è quattro secondi più lenta delle macchine attuali, una Mercedes più recente poteva esserci di maggiore aiuto. Loro ci hanno detto che ci mettevamo a disposizione i due piloti titolari, Rosberg e Hamilton. E che, non potendo darci la macchina 2011, ci avrebbero fornito quella nuova, dopo aver informato e chiesto il permesso alla Fia. Non sono stati test segreti, perché noi abbiamo messo i nostri loghi, sapevamo che qualcuno fra il pubblico avrebbe potuto fotografare l'evento, abbiamo affittato il circuito e poi alla luce del sole lo abbiamo pagato. Non avrebbe avuto senso convocare tutti i team e provare ogni specifica, sarebbe stato uno spreco di soldi e chilometri. Molto meglio concentrarsi su un'unica macchina e una sola specifica. Senza peraltro rivelare i risultati che abbiamo raccolto. Quando potremo renderli noti, informeremo tutti allo stesso modo, anche Red Bull e Ferrari che hanno inoltrato una protesta alla Fia contro questi test".
Piuttosto per Pirelli il problema è un altro. "Noi abbiamo bisogno di prove per sviluppare gli pneumatici durante la stagione, vorremmo poter effettuare chilometri in pista con tutti i team, test adeguati e regolamentati da norme chiare, condivise da ogni squadra. Una necessità ancor più impellente se pensiamo al 2014, dove con la Fia e le squadre siamo già d'accordo di avere un approccio meno aggressivo, con gomme in grado di durare di più, lasciando più campo nella decisione del risultato alle macchine, visto che già le vetture, con il nuovo motore turbo, dovranno sottoporsi ad un'autentica rivoluzione".
Altra questione è la delaminazione che si è verificata in queste prime gare del 2013 e che ha preoccupato non poco la Pirelli. L'azienda precisa "che il problema non riguardava la sicurezza dei piloti, ma la nostra immagine, sicuramente danneggiata da casi ripetuti. Abbiamo avuto 14 coperture con tagli che arrivavano fino alle cinture, non sono vistosi, non hanno prodotto sgonfiamento della gomma, non arrivavamo al battistrada, ma rappresentano comunque un problema e anche i team sono d'accordo nell'esigenza di risolverlo. Pensiamo di aver trovato una soluzione, ma non c'entra nulla con il test di Barcellona, l'abbiamo tirata fuori in laboratorio, ricreando gli stessi difetti riscontrati sulle gomme incriminate e lavorandoci sopra, e ora la verificheremo in Canada". Dove le nuove coperture saranno sperimentate al venerdì, per poi rimanere in stand by sino a Silverstone. "Alle squadre dopo le libere chiederemo pareri, pensiamo che anche le loro indicazioni siano molto utili per eliminare definitivamente il problema". Fermo restando, assicura Pirelli, che la filosofia del pneumatico non sarà cambiata. "L'unico accorgimento è sulle gomme a mescola più dura, per cercare di restare entro i tre pit stop in ogni gara. Ma non possiamo cambiare la natura del pneumatico senza l'unanimità dei team e al momento questa non c'è. Qualche squadra ci ha fatto presente che, sulla base delle gomme, hanno effettuato sviluppi progettuali particolari e non vogliono correre il rischio di un abbassamento delle prestazioni. Quindi nessun cambiamento radicale in corsa. Anche se alla fine restiamo più che mai convinti di una cosa: a prescindere dai nostri pneumatici, il Mondiale sarà vinto dal pilota e dalla macchina migliore".