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F1, Gp Usa,: Vettel da record, ottava vittoria consecutiva. Alonso solo quinto

Grandissima gara di Grosjean che con la Lotus agguanta un secondo posto. Terzo Webber, Massa lontano dalla zona punti. Mercedes allunga ancora nella classifica costruttori davanti alla Ferrari
di VINCENZO BORGOMEO

1 minuti di lettura
AUSTIN - Il fenomeno Vettel non si smentisce. E ancora una volta dopo una partenza perfetta e un altrettanto perfetta gestione delle gomme va a vincere il Gp degli Stati Uniti, la 38esina della carriera e la 12esima nella stagione, prendendosi la soddisfazione di stampare un impressionante giro veloce proprio alla fine. L'uomo dei record insomma non si ferma più e la sua fame di vittorie sembra inesauribile, anche ora che ha conquistato il suo quarto mondiale consecutivo.

LA CRONACA DELLA GARA GIRO PER GIRO

Vettel insomma stupisce, non molla, è concentratissimo, sembra ricerchi la perfezione in tutto. A mente, solo un altro pilota faceva sempre così. Abitava dalle parti di Kerpen...

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Ma torniamo al Gp di Usa: Webber grazie ad una partenza disastrosa - ma aveva la scusante di partire sullo sporco - ha perso subito un po' di posizioni, poi recuperate tutte alle fine. Beh, quasi tutte perché al secondo posto si è piazzato uno stratosferico Grosjean, autore probabilmente della sua gara più bella di sempre. In quarta posizione Lewis Hamilton che a sua volta tiene a bada Fernando Alonso che, poi nel finale resiste all'attacco di Hulkenberg con la Sauber. Quindi a seguire Perez (McLaren), Bottas (Williams), Rosberg (Mercedes) e Button (McLaren).

E Felipe Massa? Praticamente non pervenuto, tredicesimo: quindi questo significa che la Mercedes allunga ancora nella classifica mondiale costruttori, staccando inesorabilmente la Ferrari. Peccato perché la macchina, in alcuni momenti, andava davvero forte: Alonso è stato più volte il più veloce in pista. Ma c'è chi è riuscito a fare di peggio di Massa: Kovalainen, che ha preso la macchina di Raikkonen, è arrivato praticamente ultimo. Di certo il nostro Davide Valsecchi avrebbe fatto di meglio. Campanilismo? Forse, ma quando uno arriva ultimo è difficile fare di peggio. E quindi è difficile essere smentiti...
 
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