AUSTIN - Il fenomeno Vettel non si smentisce. E ancora una volta dopo una partenza perfetta e un altrettanto perfetta gestione delle gomme va a vincere il Gp degli Stati Uniti, la 38esina della carriera e la 12esima nella stagione, prendendosi la soddisfazione di stampare un impressionante giro veloce proprio alla fine. L'uomo dei record insomma non si ferma più e la sua fame di vittorie sembra inesauribile, anche ora che ha conquistato il suo quarto mondiale consecutivo.
LA CRONACA DELLA GARA GIRO PER GIRO
Vettel insomma stupisce, non molla, è concentratissimo, sembra ricerchi la perfezione in tutto. A mente, solo un altro pilota faceva sempre così. Abitava dalle parti di Kerpen...
BLOG: Come Schumi?
Ma torniamo al Gp di Usa: Webber grazie ad una partenza disastrosa - ma aveva la scusante di partire sullo sporco - ha perso subito un po' di posizioni, poi recuperate tutte alle fine. Beh, quasi tutte perché al secondo posto si è piazzato uno stratosferico Grosjean, autore probabilmente della sua gara più bella di sempre. In quarta posizione Lewis Hamilton che a sua volta tiene a bada Fernando Alonso che, poi nel finale resiste all'attacco di Hulkenberg con la Sauber. Quindi a seguire Perez (McLaren), Bottas (Williams), Rosberg (Mercedes) e Button (McLaren).
E Felipe Massa? Praticamente non pervenuto, tredicesimo: quindi questo significa che la Mercedes allunga ancora nella classifica mondiale costruttori, staccando inesorabilmente la Ferrari. Peccato perché la macchina, in alcuni momenti, andava davvero forte: Alonso è stato più volte il più veloce in pista. Ma c'è chi è riuscito a fare di peggio di Massa: Kovalainen, che ha preso la macchina di Raikkonen, è arrivato praticamente ultimo. Di certo il nostro Davide Valsecchi avrebbe fatto di meglio. Campanilismo? Forse, ma quando uno arriva ultimo è difficile fare di peggio. E quindi è difficile essere smentiti...
LA CRONACA DELLA GARA GIRO PER GIRO
Vettel insomma stupisce, non molla, è concentratissimo, sembra ricerchi la perfezione in tutto. A mente, solo un altro pilota faceva sempre così. Abitava dalle parti di Kerpen...
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Ma torniamo al Gp di Usa: Webber grazie ad una partenza disastrosa - ma aveva la scusante di partire sullo sporco - ha perso subito un po' di posizioni, poi recuperate tutte alle fine. Beh, quasi tutte perché al secondo posto si è piazzato uno stratosferico Grosjean, autore probabilmente della sua gara più bella di sempre. In quarta posizione Lewis Hamilton che a sua volta tiene a bada Fernando Alonso che, poi nel finale resiste all'attacco di Hulkenberg con la Sauber. Quindi a seguire Perez (McLaren), Bottas (Williams), Rosberg (Mercedes) e Button (McLaren).
E Felipe Massa? Praticamente non pervenuto, tredicesimo: quindi questo significa che la Mercedes allunga ancora nella classifica mondiale costruttori, staccando inesorabilmente la Ferrari. Peccato perché la macchina, in alcuni momenti, andava davvero forte: Alonso è stato più volte il più veloce in pista. Ma c'è chi è riuscito a fare di peggio di Massa: Kovalainen, che ha preso la macchina di Raikkonen, è arrivato praticamente ultimo. Di certo il nostro Davide Valsecchi avrebbe fatto di meglio. Campanilismo? Forse, ma quando uno arriva ultimo è difficile fare di peggio. E quindi è difficile essere smentiti...