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F1, il ko di Vettel in Bahrain colpa di un problema elettronico

Non è stato il cedimento di un pezzo meccanico a causare il ritiro del tedesco nel giro di ricognizione dell'ultimo Gp

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ROMA - Un problema elettronico e non il cedimento di un pezzo meccanico. E' stata questa la causa, capita dopo giorni d'indagini, che ha mandato in fumo il motore e i sogni di Vettel durante il giro di ricognizione del gran premio del Bahrein. Una sfortunata coincidenza, verificatasi ad una determinata marcia (l'ottava), ad una certa velocità che la Ferrari ha preferito non comunicare, e ad un preciso numero di giri del propulsore, tutte combinazioni che hanno di fatto impallato il programma elettronico, creando una sorta di black-out che ha finito per influire sulla parte tradizionale del motore. A seguito dell'inconveniente, infatti, si è interrotto il collegamento nella power unit e questo ha comportato la rottura di una valvola e in seguito il cedimento dell'intera struttura, che allo smontaggio si è rivelata irreparabilmente danneggiata.

Tanto per capirci, lo ammettono anche a Maranello, il motore ora è da buttare e non potrà più essere utilizzato, facendo quindi scendere a sole quattro le unità disponibili per l'intera stagione con 19 gare ancora da disputare, un numero che crea un po' di allarme (all'entrata in scena del sesto motore scatta la penalizzazione sulla griglia di partenza), anche se a dire il vero è la stessa proporzione che il team aveva a disposizione all'inizio della passata stagione, in un calendario con 19 eventi e con un numero massimo di 4 propulsori utilizzabili. L'anno scorso la Ferrari riuscì a centellinare le forze e ad arrivare in fondo senza sanzioni sportive, ora conta di ripetersi per non creare ulteriori danni a Vettel nella sua corsa al Mondiale. Piuttosto a Maranello, conosciuto con esattezza il guaio, è già scattata la rincorsa ai rimedi, affinché non si ripeta più. Il fatto che non sia capitato nulla a Raikkonen, che evidentemente stava percorrendo il giro di ricognizione con una marcia diversa e con differenti velocità e giri del motore, incoraggia. Probabilmente il momento critico è proprio quello raggiunto da Vettel in quei pochi metri percorsi in Bahrein. Naturalmente ciò significa che il cedimento potrebbe ripetersi, per cui la Ferrari sta studiando opportuni accorgimenti. Non solo un invito al pilota ad evitare quella soglia di rischio, ma anche un'opportuna protezione elettronica. Per far sì che la Rossa del tedesco possa dimostrare in gara di essere veloce quanto le Mercedes di Rosberg ed Hamilton, e non fragile e incapace di prendere il via.
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