Ferrari, tra pressioni di Marchionne e macchina che stenta: a Shanghai è vietato sbagliare
dal nostro inviato MARCO MENSURATI
I primi due Gran Premi hanno evidenziato problemi in serie per le Rosse. Il team principal Arrivabene, visti i messaggi del presidente, vive il primo momento veramente delicato della sua gestione
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SHANGHAI - Nessuno l'avrebbe mai detto. Ma dopo due soli Gran Premi, la Ferrari si trova già ad affrontare il momento più difficile della stagione, quello decisivo. Dopo due rotture consecutive, quella di Raikkonen a Melbourne e quella di Vettel in Bahrain - che, a voler essere precisi, sarebbero tre considerando i gravi problemi avuti nelle ultime prove libere di Sakir - al team di Maurizio Arrivabene, qui a Shanghai, servono punti. E tanti. Più della Mercedes. Qualsiasi altra cosa arriverà dalla gara di domenica, fossero anche altri segnali positivi o promettenti, non sarà più sufficiente.
Crocevia - Ma la gara di Shanghai rischia di essere il crocevia della stagione anche per due altri buoni motivi. Il primo, sicuramente il più delicato, drammatico persino, è relativo allo stato d'animo di tutto il team e, soprattutto, di quello che, ormai, è da considerarsi il suo leader tecnico, James Allison. Il direttore sportivo inglese, l'uomo scelto da Stefano Domenicali, riconfermato da Marco Mattiacci e messo al centro esatto del progetto ferrarista da Maurizio Arrivabene, ha perso Rebecca, la moglie 46enne, per una meningite fulminante, due settimane fa, proprio il giorno dopo la gara del Bahrein. Un dramma umano per Allison e i sui tre figli - Emily, Matteo e Jonathan - intorno ai quali si è stretta immediatamente tutta Maranello.
Il lutto di Allison - Il pur poco rilevante risvolto sportivo di questa storia è imprevedibile. Arrivabene e tutta la squadra hanno lasciato massima libertà ad Allison, in un momento del genere. Ma James ha subito voluto tornare al lavoro in fabbrica, cercando di mettere la testa sui non pochi problemi tecnici che la vettura di quest'anno - velocissima e ben guidabile - ha mostrato dal punto di vista dell'affidabilità. A Shanghai, come previsto già da inizio stagione, Allison non sarà presente ma sarà in costante contatto con Jock Clear il capo degli ingegneri di pista, già punto di riferimento di Schumacher ed Hamilton, che la Ferrari ha strappato alla Mercedes lo scorso anno. La coppia Allison-Clear a quanto pare è molto affiatata, ma come reagirà davvero Allison a una situazione così complicata dal punto di vista emotivo rischia di essere la vera incognita della stagione ferrarista.
Raikkonen: "Cina circuito impegnativo"
Marchionne - A Shanghai, a quanto pare, sarà presente anche Sergio Marchionne, altro elemento che enfatizza l'importanza di questa gara. Sulla stagione 2016, Marchionne è stato molto chiaro: "Ho dato ad Arrivabene tutto quello che serve per vincere - disse a Natale - ora mi aspetto che lo faccia". Una pressione che si spiega anche con una certa urgenza di raggiungere l'unico risultato che conta ("una Ferrari che non vince è inaccettabile", disse un minuto prima di cacciare Montezemolo, nel 2014). Dopo la quotazione in borsa a New York (dove nei documenti presentati agli investitori si faceva esplicito riferimento al titolo mondiale del 2016), per il Cavallino sarà infatti più difficile nei prossimi anni ipotizzare spese folli per rincorrere la Mercedes.
Cambio ai vertici - Ad aumentare ancora la pressione sulla testa di Arrivabene, c'è da considerare che l'attenzione di Marchionne per la Ferrari, in queste ore, è ai massimi livelli, visto che stando a insistenti voci amplificate ieri anche da Bloomberg, l'assetto societario della Ferrari sta per essere di nuovo stravolto, con Marchionne che dovrebbe occupare un ruolo ancora più centrale (se possibile). Amedeo Felisa, leggendario amministratore delegato del Cavallino, starebbe infatti per andare in pensione e il suo ruolo, a quanto pare, dovrebbe essere assunto proprio dall'attuale presidente. Che si ritroverebbe dunque il one man show di Maranello. Non sarà l'unico cambio al vertice della Scuderia. Lascerà anche il responsabile delle risorse umane Mario Mairano (anche lui storico dirigente ferrarista). Al suo posto, Michele Antoniazzi, già Automotive Lightining (Magneti Marelli). A completare il quadro, nei prossimi giorni ad Amsterdam, entreranno nel Cda Ferrari, John e Lapo Elkann, con loro, dentro anche Maria Patrizia Grieco, presidente Enel.