Sport

F1, Hamilton: ''Se vinco a Austin si riapre tutto''. Vettel, dubbi sul rinnovo: ''C'è tempo''

Il pilota britannico, tre vittorie in Texas, va a caccia di un successo per riaprire il discorso mondiale. Il tedesco della Ferrari allontana per ora la firma sul nuovo contratto

2 minuti di lettura
AUSTIN - Aria da santone. Orecchino, enorme crocefisso al collo, occhialini da intellettuale e la solita smodata passione per i social, visto che davanti ai giornalisti non riesce proprio a resistere e invece che ascoltare le loro domande preferisce dilettarsi con il telefonino oppure porgerlo a Grosjean, per farsi immortalare in una foto ricordo assieme a Vettel a beneficio dei suoi tanti fan. Hamilton sembra avere la testa fra le nuvole, ma nel momento in cui gli si ricorda che il titolo mondiale sta scappando via torna prepotentemente sulla pista e con i piedi ben collocati dentro alla sua Mercedes. Sa di non poter più sbagliare, di dover spingere forte, di essere obbligato a confermare la sua legge ad Austin, circuito dove ha vinto tre delle quattro edizioni. Sa che per la rimonta, trentatré punti su Rosberg, c'è bisogno di un miracolo, ma ci crede fermamente. "Sono consapevole - dice - che non tutto dipende da me, che ho bisogno anche di qualche errore del mio rivale o di qualche problema con la sua macchina. Mancando quattro gare alla fine, per aggiudicarmi il titolo non mi basterebbe vincere sempre. Ma io non posso mettermi ulteriore pressione in testa, per cui il mio approccio è sempre lo stesso. Andare veloce, dare il massimo, battere tutti, a cominciare da Rosberg. Sono arrivato ad Austin con largo anticipo, il circuito mi piace, un disegno fantastico, la pista è eccitante ed è adatta alle mie caratteristiche. Intanto cominciamo a vincere qui. Se ci riesco, sono convinto che si possa riaprire ogni discorso".

Giura di aver smaltito il piccolo problema al piede che gli ha impedito di sottoporsi ai test Pirelli per la stagione 2017. "Il mio fisioterapista mi ha detto che è tutto okay e io mi fido. Non sento dolore, sono in forma, pronto a combattere. Quest'anno molte gare sono andare storte, sono convinto che se non avessi avuto problemi con la macchina, ora la classifica sarebbe completamente diversa. Nonostante questo sono pronto a comportarmi da uomo e ad applaudire Rosberg, dovesse essere lui a vincere il Mondiale. Ogni pilota crede di essere il più forte e io non posso fare eccezione, ma ammetto che se a trionfare fosse lui, sarei il primo a dire che se lo merita. Poi volterei pagina e sarei pronto a ricominciare, per tornare in pista l'anno prossimo ancora più forte. Ho sentito dire in giro che vorrei prendermi un anno sabbatico: non è vero niente. Se dovessi decidere di fermarmi, lo farei per sempre. Ma non è ancora giunto il momento".

Vorrebbe invece che fosse giunto il momento con la Ferrari di tornare alla vittoria Sebastian Vettel, ma anche ad Austin non pare nutrire grandi speranze. Piuttosto fa effetto una sua risposta su un possibile imminente allungamento del contratto, che scade a fine 2017. "Non è una priorità, né per me, né per la squadra. In questo momento il team ha tante cose a cui pensare, le ultime quattro gare, la macchina del 2017. Non ne abbiamo parlato e non credo che lo faremo adesso o in tempi brevi. C'è tempo, in un anno possono accadere tante cose". Frasi che fanno pensare ad un raffreddamento dei rapporti. Un anno fa di questi tempi Vettel sbandierava amore profondo per la rossa, e, di fronte ad una domanda simile, avrebbe probabilmente replicato: "Non vedo l'ora di firmare". Anche il team stravedeva per lui, mentre ora il capo squadra Arrivabene, interrogato sull'argomento, dice: "Tutti devono meritarsi il rinnovo". Quindi anche Vettel, che quest'anno ha totalizzato cinque punti in meno di Raikkonen ed è andato sul podio solo sei volte su 17 gran premi. A parole il matrimonio è ancora molto solido, ma l'impressione è che non ci sia smania di protrarlo. Può essere che si aspetti l'anno prossimo e che l'inizio del Mondiale risulti decisivo. Intanto Vettel pensa ai miglioramenti visti in Giappone, "ci serviranno anche per la macchina del 2017", e al podio ottenuto negli Usa l'anno passato. "Mi aiutò il clima, la pioggia. fu una gara fantastica, con tante bandiere rosse sugli spalti, perché negli Stati Uniti la passione per la Ferrari è enorme. Spero di ripetere quel risultato. Chissà che la lotta fra Rosberg e Hamilton non possa favorirci".
 
I commenti dei lettori