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F1, Hamilton domina il Gp Usa. Rosberg secondo e più vicino al titolo. Ferrari Ko

Il tedesco rimane leader del mondiale. Terzo Ricciardo. Raikkonen ko perché ai box non gli avvitano una gomma: torna in retromarcia ai box. Vettel solo quarto

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AUSTIN - Esulta, ma nemmeno in maniera troppo smodata. Lewis Hamilton ha vinto il gran premio di Austin, ha conquistato la vittoria numero 50 della propria carriera, traguardo che pareva maledetto, visto che l'inglese non vinceva un gran premio dal 31 luglio in Germania, più di due mesi fa, è tornato a sorridere, ma dietro a quella sottile smorfia che compare ogni tanto sul suo viso probabilmente c'è la comprensione che il sogno rimonta nei confronti di Rosberg è praticamente impossibile. Perché il tedesco, pur con una condotta prudente, tendente ad evitare qualsiasi rischio, ha chiuso al secondo posto, ha limitato i danni, ha conservato 26 punti di vantaggio e ha dimostrato che con la tattica della formichina potrà comodamente portare a casa il suo primo titolo mondiale.

Hamilton si è ingraziato il pubblico di casa, definendolo "una folla incredibile, che rende questa gara unica e il mio trionfo davvero speciale", ma non ha potuto non ammettere che sperava in qualcosa di più in termini di classifica da questa domenica, "in cui il cuore mi è battuto forte, spinto da questo pubblico eccezionale, in cui ho avuto grande feeling con la macchina e ho sfruttato alla grande l'incredibile lavoro fatto dalla squadra". Si era illuso che Ricciardo, scattato bene al via, potesse dargli una mano, potesse conservare quel secondo posto conquistato alla prima curva, a discapito di un Rosberg eccessivamente prudente e pure un po' titubante, ma Rosberg è stato lucido, ha sfruttato al massimo una safety car virtuale comandata dai commissari, messaggio teso a congelare la gara, per via della presenza di una gru in pista, chiamata a rimuovere la macchina di Verstappen, pilota della Red Bull che era quarto e a metà gara è stato costretto a posteggiare, dopo vistoso rallentamento e inutili tentativi di ripartire con l'acceleratore pigiato al massimo. Verstappen si è dovuto arrendere, con sconforto dei molti tifosi olandesi presenti in tribuna, e in quel modo ha danneggiato pure il compagno di squadra, che aveva impostato una strategia aggressiva,  finalizzata a permettergli di respingere l'assalto di Rosberg alla seconda piazza. Ricciardo, terzo al traguardo, alla fine era sconsolato: "Mi ha fregato la safety car". Il tedesco, probabile futuro campione del mondo, invece sprizzava felicità da ogni poro: "Ho limitato i danni, Hamilton qui era troppo più veloce di me, e a questo punto del campionato va benissimo. Non aspettatevi che guidi con prudenza sino alla fine, non fa per me, attaccherò, cercherò di vincere le gare, ma oggi non era il caso".

La cronaca giro per giro

Hamilton però, lo ha fatto capire anche sul podio, dove si è presentato con una ragazza Mercedes (ribalta imprevista, notorietà inattesa, cose da raccontare ai nipoti), mentre l'amica sciatrice Lindsey Vonn aveva trepidato per lui ai box, non si illude: "La battaglia continuerà, io guiderò sempre come oggi e voglio vincere tutte le gare da qui alla fine. Ma Rosberg è bravo, scalzarlo sarà difficile. Se non sbaglia nulla, non c'è niente da fare". Errori come quelli che sono visti ai box e che fanno di Verstappen il peggiore in pista e della gara ferrarista un mezzo calvario. L'olandese, prima del ritiro, è entrato per un cambio gomme senza avvisare i box. Ha trovato gli uomini della Red Bull impreparati, avevano gomme in mano, cavi da dribblare. Il pilota si è dovuto fermare, poi è ripartito, ha cambiato le gomme e alla fine ha lasciato sul terreno dodici secondi. Incredibile. Per Raikkonen, che era quarto alla caccia del terzo Ricciardo, forse si può parlare di sfortuna. Un dado si è spannato, è partito con la ruota posteriore destra non avvitata, sarebbe scappata in pista, i meccanici Ferrari gli hanno ordinato di fermarsi ed è tornato in retromarcia ai box. Addio duello con Ricciardo, addio gara e addio quarto posto. Vettel  invece, fra una capriola strategica e l'altra, è finito quarto, grazie ai ritiri di Verstappen e Ricciardo, ma a 43 secondi da Hamilton. Un'eternità.

Chi invece è tornato all'improvviso il leone di un tempo è stato Alonso. Negli ultimi giri si è messo a ruggire come non mai e ha dato spettacolo, sorpassando a sportellate prima Massa con la Williams e poi Sainz con la Toro Rosso, il primo vecchio amico in Ferrari, il secondo spagnolo come lui. Alla fine era raggiante per il quinto posto. Perché con la McLaren di adesso di più è impossibile.
 
Ordine d'arrivo
1 Lewis Hamilton   Mercedes 1:38:12.618
2 Nico Rosberg   Mercedes +4.520s
3 Daniel Ricciardo   Red Bull Racing TAG Heuer +19.692s  
4 Sebastian Vettel   Ferrari +43.134s
5 Fernando Alonso   McLaren Honda +93.953s  
6 Carlos Sainz   Toro Rosso Ferrari +96.124s  
7 Felipe Massa   Williams Mercedes +1 lap
8 Sergio Perez   Force India Mercedes +1 lap  
9 Jenson Button   McLaren Honda +1 lap  
10 Romain Grosjean   Haas Ferrari +1 lap


 
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