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F1, doppietta Mercedes in Russia: vince Hamilton davanti a Bottas, terza la Ferrari di Leclerc

Lewis Hamilton (reuters)
Il campione del mondo sfrutta il ritiro di Vettel e si impone per la quarta volta a Sochi davanti al compagno di squadra e alla Rossa del monegasco. Che non è convinto della strategia alla partenza: "Era di dare la scia a Vettel per farlo passare, per il resto devo parlare col team per capire quello che è successo". Il tedesco: "Forse mi sono perso qualcosa, di certo ne parleremo"
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SOCHI - La Mercedes sfila in parata a Sochi per la sesta volta in sei edizioni. Le Frecce tornano alla vittoria che mancava da agosto in Ungheria, spinte dal merito ma anche dalla fortuna, guidate da un campione come Lewis Hamilton che chiude in testa per il successo n°82 della carriera, il 9° dell'anno e il 4° in Russia. "Non abbiamo mai mollato tutto il week end, è stato straordinario concludere così vedendo quanto sono stati veloci gli altri". Secondo sul podio il suo scudiero, Valtteri Bottas, che per quasi 20 giri difende l'azienda e il suo capitano dalla disperata rincorsa di Charles Leclerc a caccia del sorpasso. Invece la Ferrari del poleman monegasco chiude terza e con più di un rammarico.
 
Quella di Sebastian Vettel, ritiratasi al giro 28 per un problema alla parte ibrida del motore, di fatto innesca la fortuna delle avversarie che rientrano ai box in regime di virtual safety car e proseguono in testa con gomme morbide fresche fino al traguardo, mentre il ritorno ai box di Leclerc una tornata dopo (troppo tardi? per montare le stesse coperture della Mercedes e tentare un attacco al fronte, gli fa perdere una posizione al traguardo. E così si interrompe la scia vincente delle Ferrari che durava dal Belgio, da dopo la pausa estiva. Diversi i motivi dello stop delle rosse: per le incomprensioni tra i piloti e anche la squadra, per un altro problema di affidabilità del motore e anche per la sfortuna.
Vettel dopo il ritiro (agf)

Al via i piloti del Cavallino, Leclerc in pole e Vettel 3° con Hamilton in mezzo, eseguono il piano stabilito: Seb scatta benissimo e supera Lewis mettendosi in scia a Charles che gliela concede come previsto, poi si fa di fatto superare dal compagno senza resistenza il quale, da campione qual è, ne approfitta: accelera e se ne va. Leclerc chiede insistentemente quand'è che le posizioni verranno di nuovo invertite. Ma il tedesco spinge e guadagna di giro in giro, non vuole restituire un bel niente, il team non può che usare il pit stop per riordinare i posti tra i due: fermano prima Leclerc (giro 23), tre tornate dopo Vettel.

Le Mercedes, partite con gomme medie a differenza delle soft delle rosse, sono al comando ma non hanno ancora fatto il loro pit. Lo faranno immediatamente dopo approfittando dell'impensabile: il muretto di Maranello chiede a Vettel di fermare la macchina, problemi all'ibrido, Seb accosta e parcheggia la macchina ai lati della pista innescando la virtual safety car durante la quale le Frecce procedono ai box. Montano le soft e escono al comando. Leclerc, 2° in quel momento dietro Hamilton, chiede di fare altrettanto, rientra un giro dopo e mette anche lui le soft. Ma non riuscirà a riprendere le Frecce puntate al successo. Hamilton: "Adesso pensiamo a fare un passo alla volta senza inciampare. Aspettavamo da tanto questo successo e ogni vittoria per me è come la prima".
Charles Leclerc (reuters)

Molta amarezza sul volto di Leclerc: "Il nostro passo è stato abbastanza costante, siamo ancora sul podio ma è un peccato che la squadra non abbia entrambe le macchine al traguardo. Il terzo posto alla fine è stato il massimo che si potesse ottenere dopo la safety car. Dobbiamo migliorare nel passo gara. La strategia per la partenza? Era di dare la scia a Vettel per farlo passare, per il resto devo parlare col team per capire quello che è successo".
Glielo spiega il compagno: "Volevamo essere primi e secondi ma non è stato così. Ho avuto una buona partenza. All'inizio sono stato veloce per aprire un grande gap. Con Leclerc avevamo un accordo prima della gara, era piuttosto chiaro. Forse mi sono perso qualcosa, di certo ne parleremo. Siamo amareggiati".

Lo è moltissimo il team principal Mattia Binotto, dopo l'iniezione di fiducia arrivata in questa seconda parte di stagione: "Per vincere bisogna essere perfetti e non lo siamo stati. L'amarezza è tanta, il dispiacere anche, ma credo dovremmo essere incoraggiati dalla prestazione della vettura. Credo che ci saranno altre gare dove potremmo rifarci. La strategia? Avevamo chiesto a Charles di concedere la scia a Sebastian. Forse avremmo dovuto essere ancora più chiari prima della gara, impareremo. Siamo ancora più agguerriti. Un terzo posto non basta, non ci si accontenta più, soprattutto se l'errore lo abbiamo commesso noi".
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