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Accordo Ferrari-Fia, in Rosso le più brave ragazze al volante

(agf)
Maranello primo partner del programma creato dalla Women in Motor Sport Commission della Federazione Internazionale dell'Automobile con l'obiettivo di aiutare i migliori talenti femminili tra i 12 e i 15 anni provenienti da tutto il mondo a realizzare il sogno di competere al livello più alto nelle competizioni automobilistiche
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Saranno rosa i piloti rossi. Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, lo aveva annunciato a Natale scorso che la Scuderia stava cercando delle ragazze al volante da tirare dentro il vivaio di Maranello che ha allevato dal 2009 molti talenti tra i 19 che ne hanno fatto parte e partorito quello che è adesso di fatto la sua prima guida, il monegasco Charles Leclerc. Detto fatto, come recita il comunicato rilasciato oggi: "La Ferrari Driver Academy (FDA) è orgogliosa di essere il primo partner di "FIA Girls on Track - Rising Stars", il programma creato dalla Women in Motor Sport Commission della Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA) con l'obiettivo di aiutare i migliori talenti femminili tra i 12 e i 15 anni provenienti da tutto il mondo a realizzare il sogno di competere al livello più alto nelle competizioni automobilistiche".

Lombardi e De Filippis uniche a disputare un Gp

Una signora al volante della F1 non si vede da troppo tempo. E sono sei in tutto quelle che hanno partecipato a un weekend, soltanto due quelle che hanno partecipato a un gp ed entrambe italiane: Lella Lombardi, che nel 1975, in Spagna, si classificò sesta guadagnando mezzo punto e prima di lei, nel 1958, Maria Teresa De Filippis, decima in Belgio. Giovanna Amati invece, nel 1992, fallì nel qualificarsi tre volte. È l'ultima donna ad aver mai provato a partecipare a un gp. Dopo di loro, molto vuoto: perché seppure teoricamente aperta alle donne, la F1 è praticamente impossibile da raggiungere per le signore. Pochi team e pochi sponsor ad oggi si sono potuti permettere di investire su di loro. Più di recente, la moglie del team principal della Mercedes, la signora Susie Wolff, ha preso parte a quattro sessioni di prove libere nel 2014 e nel 2015. E poi ha mollato. In Formula 2 per il team Arden c'è solo una donna ed è Tatiana Calderon, colombiana, 27 anni, entrata in Sauber di F1 già nel 2017 come pilota per lo sviluppo e poi promossa collaudatrice l'anno successivo quando il team è stato affiancato da Alfa Romeo. Confermata anche in questa stagione come collaudatrice all'Alfa, di cui è anche ambasciatrice, correrà per il team Three Bond Drago Corse la Super Formula giapponese.

Una serie per sole donne

C'è una serie anche solo per signore, nata nel 2018 che si chiama W Series, campionato monomarca di cui è campionessa la britannica Jamie Chadwick e dove corre anche l'italiana Vicky Piria. Con la discesa in campo del Cavallino, le donne possono ambire forse a obiettivi più consistenti. L'accordo di collaborazione quadriennale siglato dalla Scuderia, tramite la sua Academy, con la FIA potrebbe portare le due più promettenti ragazze ad entrare nel programma della squadra di Maranello dedicato ai giovani piloti. Come spiega la Ferrari, "al termine di un articolato processo di selezione che vedrà impegnate prima le Associazioni sportive nazionali affiliate alla FIA e poi i tecnici della stessa FDA, Ferrari Driver Academy avrà la possibilità di selezionare una delle quattro ragazze che entrerà a tutti gli effetti a far parte del vivaio di giovani piloti della Scuderia e sarà schierata al via di uno dei campionati nazionali di FIA Formula 4. Lo stesso processo di selezione si ripeterà l'anno seguente e questo significa che nel 2022 potrebbero esserci due ragazze sui circuiti d'Italia e del mondo a tenere alti i colori della Ferrari Driver Academy".

Binotto: "Per donne accesso più difficile"

Le Ferrari girls sono più di un sogno per il futuro, come dice Binotto: "Crediamo fermamente nella crescita nello sviluppo dei giovani talenti nel motorsport, come testimonia l'impegno ultradecennale in FDA, rivolto non soltanto alla pura e semplice selezione dei migliori piloti ma anche alla loro formazione culturale, tecnica ed etica. In questo ambito, ci è sembrato doveroso fare uno sforzo ulteriore allargando il nostro raggio d'azione al mondo delle giovani ragazze che vogliono cimentarsi nelle competizioni automobilistiche dove, sebbene in teoria non esistano barriere di genere, è un fatto che l'accesso per loro sia certamente più difficile. È per questo che abbiamo sposato con entusiasmo l'iniziativa della FIA e siamo convinti di poter dare il nostro contributo per avvicinare ancora più ragazze a questo fantastico sport e, chissà, vedere una ragazza tornare a disputare un Gran Premio iridato per la prima volta dal 1976".

Parte un motore, che potrebbe trascinare tutto un movimento. Per il direttore sportivo della Ferrari, Laurent Mekies, "questa partnership con la FIA è una pietra miliare per la Ferrari Driver Academy. Introdurre una prospettiva di genere nella nostra strategia di scouting fornirà un ulteriore impulso alla diversità di un ambiente giovane e già caratterizzato in tal senso come quello della FDA. Inoltre, la collaborazione ci permetterà di creare maggiori opportunità di carriera nel motorsport per giovani donne di talento. Siamo davvero fiduciosi sulla capacità di questo programma di avvicinare sempre più ragazze al mondo dell'automobilismo sportivo". Le donne accendono nuove energie, se prendono il volante.
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