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Formula 1, warning per Leclerc: a Montecarlo senza mascherina

Leclerc in conferenza stampa, stavolta con la mascherina (reuters)
Violate le regola sul protocollo, secondo avverimento per un pilota della rossa dopo quello della settimana scorsa per Vettel
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ROMA - Una foto sui social, mentre si trova a Montecarlo il secondo posto nel Gp d’Austria della scorsa settimana, costa una nota sul registro a Charles Leclerc: il pilota monegasco della Ferrari appare accanto alla fidanzata e un amico, tutti senza mascherina. Per questo motivo la Fia, la federazione internazionale, gli ha dato una tirata d’orecchie inviando a lui e alla Scuderia un “warning”, un richiamo al rispetto del protocollo anti Covid che la F1 si è data e ha dato a tutto il personale per contrastare il diffondersi dell’epidemia. Tra le indicazioni da rispettare, quella di non entrare in contatto con nessuno neanche nel paddock: ogni team vive in una sorta di “bolla” per ridurre al massimo le occasioni di scambio. Nonostante le prime tre gare dell’anno siano in sequenza, non è vietato ai piloti lasciare il circuito dove ciascuno viene testato ogni 5 giorni, ma solo “raccomandato” a non farlo. E chi vi entra o rientra, lo fa soltanto dopo essere stato tamponato. Così è successo a Leclerc, trattato come una “new entry” al ritorno in Austria.

“Sono tornato a casa, sì, ma ho fatto due volte il test prima di tornare qui in Austria” ha detto Charles nella conferenza stampa di presentazione della gara bis sul Red Bull Ring che prende il nome di Gp di Stiria. “In due giorni ho fatto due test, entrambi negativi. E questo è tutto” ha concluso il giovane ferrarista. Non dovrebbe rischiare conseguenze, anche se in via teorica il delegato Covid della Fia può segnalare comportamenti che violano il codice di condotta ai commissari sportivi che a loro volta hanno il potere di applicare sanzioni secondo l’articolo 11.9 del codice sportivo internazionale. E quello ricevuto da Leclerc è anche il secondo richiamo per la Ferrari dopo che la scorsa settimana era stato fatto notare che Sebastian Vettel si era intrattenuto con Christian Horner e Helmut Marko della Red Bull senza indossare la mascherina. In questi giorni cos’ha fatto il tedesco? “Sono rimasto nella bolla”. In Austria, nel suo camper.  

Non è da sola la Ferrari dietro la lavagna: anche la Mercedes ha ricevuto uno stesso avvertimento perché Valtteri Bottas, vincitore la scorsa settimana, è tornato anche lui a casa, sempre a Montecarlo: “Ovviamente ho chiesto se fosse permesso tornare a casa e lo è” ha detto il finlandese in conferenza. “Certo, non fa differenza se resto con le stesse persone, nella stessa bolla, che io sia qui o che torni a Monaco. Così ho deciso di tornare a casa, visto che siamo in Europa e i viaggi sono piuttosto brevi. Quindi non c'è troppo stress legato al viaggio. Volevo passare quei tre giorni a casa. E' stato molto bello e mi sento molto carico in vista del fine settimana. Quindi penso che sia stata una buona decisione, perché so cosa è meglio per me tra una gara e l'altra. E poi dal punto di vista della sicurezza, non c'è alcuna differenza. Sono sempre le stesse persone con cui avrei avuto a che fare qui”. Rapide fughe e rientri che non sono piaciute ad alcuni loro colleghi. Romain Grosjean (Haas): “E' sempre divertente stare a casa, ma a me non è stata data la possibilità di farlo. il messaggio era che dovevamo rimanere tutti in Austria, quindi sono rimasto un po' sorpreso nel vedere che alcuni erano tornati a casa”. Smascherati.

 
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