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Verstappen super, parte 10° e vince in Ungheria. Disastro Ferrari: Sainz 4°, Leclerc 6°

Max Verstappen festeggia sul podio
Max Verstappen festeggia sul podio (reuters)
Il pilota della Red Bull, partito dalla quinta fila, si impone a Budapest con una grande rimonta precedendo le Mercedes di Hamilton e Russell. Maranello sbaglia strategia e resta fuori dal podio
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Alla vigilia lo aveva detto: "A cosa punto? A vincere. Bisogna sempre cercare il massimo". Ma quella di Verstappen sembrava una battuta, per esorcizzare un sabato disastroso, una qualifica che lo poneva in decima posizione e in quinta fila su un circuito dove notoriamente (ma lui ha smentito clamorosamente questa teoria) non si sorpassa. Altro che sparata, giusto per scherzare. Verstappen in Ungheria ha vinto per davvero, ventottesimo successo in carriera, e senza l'aiuto di fattori esterni, pioggia annunciata e mai arrivata (se non una spruzzata negli ultimi due giri), safery car o qualche altro colpo di fortuna, ma solo con la forza dei propri muscoli, del proprio talento, dei tanti sorpassi e di una squadra che gli confeziona una strategia perfetta, ad hoc, con azzeccata scelta delle gomme, tutto il contrario della disastrosa Ferrari, persa nella tattica, nei suoi errori, in due piloti che partivano davanti, Sainz secondo e Leclerc terzo, sognavano la doppietta e invece hanno chiuso smoccolando, passando il traguardo per quarto (lo spagnolo) e per sesto (l'attonito monegasco).

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Due Mercedes sul podio

E' finita come sette giorni fa in Francia, stesso podio, stesso vincitore, il leader del Mondiale, ma anche stessi protagonisti sugli altri due gradini, Hamilton, secondo, al quinto podio consecutivo, dopo un inizio di stagione travagliato, bravissimo nel finale con la gomma più morbida a guadagnarsi la piazza d'onore con i sorpassi a Sainz e al compagno di squadra Russell, e lo stesso Russell, terzo, invero un po' deluso, perché quando parti dalla pole position (per di più la prima in carriera) speri sempre nella vittoria e il terzo posto può apparire boccone amaro, anche se negli alti e bassi della sua carriera il piazzamento finale lo può accontentare, visto che ad un certo punto pareva perso nelle retrovie.

 

Verstappen allunga

La Red Bull gongola, mai la squadra austriaca aveva vinto partendo dalla quinta fila, i successi erano sempre arrivati quando le proprie macchine avevano occupato le prime due file della griglia. Verstappen porta a ottanta punti il suo vantaggio nei confronti di Leclerc, va in vacanza con il cuore gonfio di gioia e una graduatoria mondiale che lo mette al sicuro, e in qualche modo scrive un pezzo di storia, visto che in passato solo Mansell era riuscito a trionfare a Budapest partendo da così indietro. L'inglese al via era dodicesimo, l'olandese decimo, poco più avanti, un dettaglio che certamente non toglie lustro all'impresa e alla capacità di far passare inosservato anche un suo testacoda nel mezzo dell'avvincente rimonta. La Red Bull esulta, è euforica pure la Mercedes che ormai si è abbonata al podio e pare aver completato la sua rimonta tecnica nei confronti della Ferrari, dato che spesso le finisce davanti, capitalizzando alla domenica i balbettii del sabato (non però a Budapest, visto che Russell era in pole position).

Disastro Ferrari

Piange invece, e lacrime abbondanti, la Ferrari, protagonista di un vero disastro. La prima metà della gara sembrava ottima, al giro 31 su 70 Leclerc, superando Russell, era andato in testa, ma proprio da quel momento la luce si è spenta. L'enorme occasione persa è formata da tanti fattori, a cominciare da una errata scelta delle gomme. Solo l'Alpine Renault ha puntato sulla bianca (facendo però una sosta in meno rispetto a Maranello), quella più dura, come ha fatto Leclerc. Quella copertura non andava e ha fatto perdere al monegasco ogni certezza. Non è stato però l'unico errore: questa volta i piloti non c'entrano, impeccabili entrambi, è il muretto e più in generale il team a non aver risposto adeguatamente, compresi due pit stop lenti con Sainz. All'inizio la Ferrari pareva dominare, alla fine si ritrova quarta con Sainz (superato negli ultimi giri, pur avendo la gomma rossa, quella più morbida e performante) e sesta con Leclerc, incapace nel rush finale di avvicinare persino il quinto classificato, un Perez in difficoltà con la Red Bull. La Ferrari ha dimostrato mancanza di passo e di tattica. Qualcuno dice che vincere la gara sarebbe stato molto difficile, ma di sicuro si poteva fare meglio, senza quella gomma bianca, così scivolosa e mancante di grip. La battuta d'arresto è grave, anche perché probabilmente chiude le ultime speranze di rimonta iridata. Nonostante manchino ancora nove gran premi alla fine della stagione.

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