MONZA - Maranello cerca la Ferrari che non c’è più da tre gare. O c’è molto meno rispetto all’inizio dell’anno. In una Monza tirata a lucido, piena di tifosi, l’orgoglio e la responsabilità di correre in rosso. Su una pista che poco si adatta alla F1-75. Il team principal, Mattia Binotto, annuncia che Carlos Sainz cambierà tutto il motore e partirà dal fondo: “Introduciamo l’ibrido come abbiamo fatto per Charles, che è l’ultima evoluzione e come specifica sarà quella per i prossimi anni. Cambiando l’ibrido e prendendo già penalizzazioni per quello, ne approfittiamo per cambiare tutto il motore in modo che Carlos ce lo abbia fresco per le prossime gare”.
Quante possibilità avete di vincere a Monza?
“Non è una pista che ci favorisce in questo momento e Spa ha dimostrato che su questo tipo di tracciato abbiamo difficoltà. Abbiamo però analizzato il Belgio e speriamo di aver migliorato da allora rispetto a quelle che erano state scelte sbagliate, capiremo già da domani il nostro stato di forma”.
Che problemi ha la Ferrari?
“Da qualche gara a partire dall’Ungheria non stiamo andando bene o non stiamo andando bene rispetto a quello che avremmo sperato, ci deve essere una spiegazione. In questa fase del Mondiale, Red Bull e Mercedes sono migliorate e noi non altrettanto. L’ultimo sviluppo che abbiamo portato dal punto di vista aerodinamico è stato in Francia e lo abbiamo fatto per ridurre il saltellamento, inevitabilmente ha portato anche dei comportamenti secondari comunque desiderati che però ci stanno limitando in qualcosa. Il problema è che questo qualcosa ad oggi non è ancora chiarissimo. Per questo faremo delle comparazioni, torneremo domani a confrontare alcuni elementi che abbiamo modificato più che altro non per decidere dove andare, ma per raccogliere ulteriori dati che ci serviranno alla comprensione e agli sviluppi. Proveremo se non il fondo pre Francia, almeno alcuni elementi di quel fondo. Ma non abbiamo una conclusione delle indagini e una soluzione, siamo ancora nel campo delle ipotesi”.
Qual è l’obiettivo da qui a fine anno?
“Di continuare a crescere, provare a competere a ogni week end. Non bisogna demordere, le difficoltà di adesso possono essere temporanee. Penso che sarà soprattutto importante affrontare queste ultime gare con lo spirito giusto come squadra, non dobbiamo essere scoraggiati, al contrario, fin troppo spesso e volentieri ci si scorda di qual è stato il salto tecnico fatto in questo anno rispetto alle passate stagioni, per trovarne uno di questa entità bisogna tornare indietro di parecchi anni. Questa è una squadra che ha fatto un buon lavoro per portare la vettura a questo livello, abbiamo difficoltà in questo momento ma nulla vieta che siano anche utili per partire col piede giusto per l’anno prossimo”.
Riuscirete a vincere altre gare?
“E’ un momento in cui la Red Bull e Max sono molto forti, la Mercedes è cresciuta, ma noi non ci siamo persi del tutto, la voglia di provarci c’è, il livello attuale se guardo alle ultime tre gare non è sufficiente, per vincere bisogna correggere e migliorare, non è detto che saremo in grado di farlo in questi tempi brevi”.
Cosa vi ha consentito il salto tecnico?
“Il lavoro di tanti anni, questa squadra in gran parte è rimasta stabile e ha saputo investire sulle proprie debolezze, penso agli strumenti: simulatore, metodologie, processi, prove in galleria del vento, un processo di funzionamento efficiente dell’organigramma”.
L’anno prossimo quello giusto per puntare al Mondiale?
“Quest’anno un significativo salto competitivo e tecnico ma abbiamo commesso anche tanti errori, siamo concentrati a correggere quelli. Convergeranno anche le prestazioni rispetto al passato. Oltre a servire del tempo, sarà sempre più difficile la competizione perché saremo tutti più vicini e ogni singolo errore si pagherà sempre più caro. Se saremo già pronti la prossima stagione, è un po’ presto per dirlo, è un processo, la preoccupazione nostra deve essere prima quella di crescere che di vincere”.
Teme che la pressione su di voi possa interrompere il processo di crescita?
“Mi auguro di no, non sarebbe la scelta giusta. La responsabilità è forte, le aspettative che ci sono verso Ferrari sono sempre elevatissime, lo dimostra anche che ogni nostro singolo errore si costruisce un castello cosa che non accade per gli altri, quindi le aspettative sono sempre alte a maggior ragione quando si arriva a Monza. Questa pressione esiste e questo senso di responsabilità c’è in ognuno di noi per fare bene e dare il meglio. Credo che anche i media abbiamo una parte di contributo necessaria perché la pressione sia gestita correttamente”.
La preoccupa il sistema di controllo sul budget cap?
“Noi quest’anno abbiamo fatto pochissimi sviluppi per limiti di budget cap, che è un vincolo importante. Mi devo fidare della Fia che faccia i controlli necessari, senza i controlli necessari questo sport non sarebbe equo”.