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Le pagelle del Gp Australia: Hamilton e Alonso leoni, Red Bull da 10. Fia in confusione, Sainz merita 8

Hamilton e Alonso sul podio (afp)
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FIA 2
D'accordo, è raro vedere in una gara più bandiere rosse che ad una festa dell'Unità del secolo scorso, ma la sensazione è che la Fia con i suoi commissari continui a gestire malissimo le fasi convulse, in una totale confusione iniziata nel 2021, con l'arroventato finale di stagione di Abu Dhabi, il titolo iridato consegnato a Verstappen, la rabbia degli sconfitti, Hamilton e la Mercedes. Oggi si sono lamentati tutti: per l'esposizione delle bandiere rosse (tre) o in altre occasioni per la tardiva uscita della safety car e infine per come hanno imposto di chiudere la corsa, con le vetture in passerella. Il lamento più accorato è stato quello di Sainz. Se decidi di rimettere le macchine in pista dopo l'ennesimo incidente e di farle passare il traguardo in fila indiana, devi renderti conto che 5 secondi di penalità non sono un'inezia, ma un intero schieramento. Il colpo inferto allo spagnolo della Ferrari &egr…

FIA 2
D'accordo, è raro vedere in una gara più bandiere rosse che ad una festa dell'Unità del secolo scorso, ma la sensazione è che la Fia con i suoi commissari continui a gestire malissimo le fasi convulse, in una totale confusione iniziata nel 2021, con l'arroventato finale di stagione di Abu Dhabi, il titolo iridato consegnato a Verstappen, la rabbia degli sconfitti, Hamilton e la Mercedes. Oggi si sono lamentati tutti: per l'esposizione delle bandiere rosse (tre) o in altre occasioni per la tardiva uscita della safety car e infine per come hanno imposto di chiudere la corsa, con le vetture in passerella. Il lamento più accorato è stato quello di Sainz. Se decidi di rimettere le macchine in pista dopo l'ennesimo incidente e di farle passare il traguardo in fila indiana, devi renderti conto che 5 secondi di penalità non sono un'inezia, ma un intero schieramento. Il colpo inferto allo spagnolo della Ferrari è durissimo: da quarto a dodicesimo. Fuori dai punti. Una mazzata assurda. Ingiustificabile.

VERSTAPPEN 9
Non aveva mai vinto in Australia, trova il modo più rocambolesco per rompere il ghiaccio. Questa volta il suo gran premio ha delle imperfezioni: in partenza si fa beffare da Russell, deve sudare per tornare in testa. Quando sta dominando, si distrae e finisce sull'erba. D'accordo, aveva un tale vantaggio da poter guidare con un braccio fuori dal finestrino, però non è da lui. Sul comportamento della Fia, eloquente il suo commento dopo il traguardo: "Siamo riusciti a sopravvivere a tutto". Al casino creato dagli arbitri.  

HAMILTON 9
Dice di non sentirsi connesso con la macchina, ma in realtà è un fulmine in partenza, osa mettere pressione nei primi giri a Verstappen, riesce con tranquillità a respingere l'assalto di Alonso e a conquistare il secondo posto. Il vecchio leone non smette di ruggire.

ALONSO 9
A stupire, fra le tante cose, è la sua lucidità. E' alla terza partenza, è appena stato speronato da Sainz, e subito urla alla radio che, vista la nuova bandiera rossa, bisogna ritornare alla situazione precedente con annessa restituzione del podio. Non c'è che dire, un fenomeno. E' al terzo podio consecutivo, un avvio di stagione da incorniciare. Pure lui sulla Fia è eloquente. Immagine scelta, le montagne russe. Saliscendi di emozioni, alcune però decisamente gratuite e non giustificate.

Christian Horner, team principal della Red Bull (afp)

RED BULL 10
Più forte degli stessi piloti, di Verstappen che trionfa e di Perez che rimonta. Alla gara numero 350 della sua storia riassapora la gioia della vittoria anche in Australia, dove non vinceva dal 2011 con Vettel. Sportivamente, una vita fa.   

Carlos Sainz (ansa)

SAINZ 8
Messo in croce. Una prima bandiera rossa lo aveva ricacciato all'indietro, la sentenza finale dei giudici lo annienta. Anche perché non c'è più spazio per rimediare. Il podio o il quarto posto sono irrimediabilmente scivolati via. Lo specchio di una domenica triste e disastrosa, che ancora una volta a tutto tondo coinvolge la Ferrari.    

LECLERC 4
Stroll lo sperona, non riesce a tenersi fuori dai guai in partenza. Si giustifica, ma forse doveva stare più attento. Tre gare, due ritiri e un settimo posto. Peggio di cosi...   

Leclerc scende dalla Ferrari dopo il ritiro (afp)

RUSSELL 8
Lui è bravissimo, è la macchina, l'ex missile Mercedes, a tradirlo. Aveva beffato Verstappen in partenza. Dal sogno all'incubo, con quel motore in tilt e quelle fiamme sul posteriore della sua Mercedes. Ha il volto dei giorni peggiori. Choc più che rabbia. Pregustava una gara stupenda, dura ritrovarsi con niente in mano.

STROLL 6
Il compitino lo porta al quarto posto, ma rispetto ad Alonso è un nano a livello di prestazioni. Ogni volta che c'è bagarre, è lui a rimetterci. Poca roba.

PEREZ 7
Si era creato il calvario al sabato, uscendo di pista in qualifica. In questa gara pazza sorpassa tanto e alla fine con il quinto posto limita molto i danni.

Pierre Gasly (afp)

GASLY 4
Per larghi tratti sembrava il pilota migliore in pista, rapportandolo al valore della macchina, la debole Alpine Renault. L'epilogo però è da incubo: è vero che la decisione della Fia lo penalizza, togliendolo di fatto dalla classifica, visto che l'incidente è accaduto in un momento non valido ai fini della corsa, ma non ci si può speronare con il compagno di squadra. Inaccettabile.

OCON 3
E' il compagno di squadra di Gasly, per cui il giudizio è lo stesso. Con un'aggravante: non aveva brillato neppure nei primi giri. Prima anonimo, poi colpevole.