Ferrari, la vittoria di Sainz riaccende Maranello. Rinnovo dei piloti, gerarchie e strategie future: cosa può cambiare dopo Singapore
di Paolo RossiCarlos Sainz festeggia la vittoria di Singapore
Il rito del debriefing è un classico del lunedì, in Formula Uno. Non ci sono psicologi (servirebbero?), ma l’incontro serve ad analizzare l’evento del weekend appena concluso. Insomma, il gran premio. In casa Ferrari sarà un mix tra chi sarà in presenza a Maranello e chi in remoto. E cosa si dirà? Più o meno, senza entrare troppo in tecnicismi, questo:
Sainz, pilota e ingegnere in pista
Premesso l’applauso per la vittoria di Singapore, allo spagnolo Carlos Sainz vanno altri riconoscimenti. Tipo: l’aver detto “Non mi mettete pressione, ditemi solo cosa fare”. Seguito da “Le gomme anteriori sono finite”. E il top, la risposta che resterà per sempre, alla segnalazione del box: “Carlos, Norris è a 0.8 secondo, può azionare il Drs”, “È quello che volevo”, spostano in avanti Sainz, portandolo a un livello di lucidità inatteso. Per meglio spiegare, ecco lo scenario: Sainz è primo, sta guidando il gp dalla partenza. Eppure, attraverso lo specchietto, intravede/immagina le diffi…
Il rito del debriefing è un classico del lunedì, in Formula Uno. Non ci sono psicologi (servirebbero?), ma l’incontro serve ad analizzare l’evento del weekend appena concluso. Insomma, il gran premio. In casa Ferrari sarà un mix tra chi sarà in presenza a Maranello e chi in remoto. E cosa si dirà? Più o meno, senza entrare troppo in tecnicismi, questo:
Sainz, pilota e ingegnere in pista
Premesso l’applauso per la vittoria di Singapore, allo spagnolo Carlos Sainz vanno altri riconoscimenti. Tipo: l’aver detto “Non mi mettete pressione, ditemi solo cosa fare”. Seguito da “Le gomme anteriori sono finite”. E il top, la risposta che resterà per sempre, alla segnalazione del box: “Carlos, Norris è a 0.8 secondo, può azionare il Drs”, “È quello che volevo”, spostano in avanti Sainz, portandolo a un livello di lucidità inatteso. Per meglio spiegare, ecco lo scenario: Sainz è primo, sta guidando il gp dalla partenza. Eppure, attraverso lo specchietto, intravede/immagina le difficoltà di Norris nel tenere dietro le due Mercedes. Comprende che Norris non ha la velocità adeguata per rispondere a Russell ed Hamilton. Ed è lui a porsi il problema, e a risolverlo. Rallenta, fa avvicinare Norris quel tanto che basta per permettergli di azionare il dispositivo che aumenta la velocità e beffare le Frecce d’argento.
La strategia fallita della Mercedes
Pochi minuti prima gli ingegneri della Mercedes pensavano di aver svoltato, quando hanno fatto rientrare ai box i propri piloti durante la virtual safety car: la loro mossa a sorpresa è stata però vanificata da Sainz. E questo proprio non se l’aspettavano. Lo spagnolo della Ferrari ha prima rallentato il giusto per far degradare più lentamente possibile le gomme e poi si è giocato il jolly del Drs di Norris. Onestamente non tanti piloti hanno questa lucidità. Solo un latino poteva inventarsi questa soluzione per rispondere alla strategia anglo-tedesca.
Leclerc sulla scia di Sainz
Ci sono altre cosette da analizzare: il comportamento di Charles Leclerc. Eccellente. Di squadra. Il monegasco ha accettato la superiorità di Sainz nel weekend e ha cercato di offrire il proprio contributo, oltre che tentare di raccogliere il più possibile. Ottima la scelta delle gomme soft in partenza per superare Russell. Peccato per il traffico ai box durante la safety car. Ora Leclerc sa che deve sfruttare Sainz come uno stimolo, un incentivo a migliorare se stesso. E questo non può che portare gioia alla Ferrari.
Red Bull in crisi a Singapore
Una regola cambia e la Red Bull va in sofferenza. Solo quello? Oppure quello non c’entra e siamo di fronte ad altro? Perché, a prescindere dalla gara in notturna e su un circuito anomalo perché cittadino, un team che vince 14 gp su 14 non può combinare un pasticcio del genere. E la reazione plateale di Verstappen conferma che il ragazzo è più ombroso di quel che sembra e che quando le cose vanno male non tiene il punto. I prossimi gp chiariranno meglio.
Ferrari, il cambio di passo e la maturità
Il debriefing è sostanzialmente chiuso: è chiaro che a Suzuka sarà tutt’altra storia, ma il godimento di Singapore resta intatto. Il punto è un altro: la Ferrari ha mostrato compattezza e aiuto reciproco. Non si è guardato nell’orticello (leggasi macchina) altrui, non ci si è lamentati, non si sono fatte richieste pretestuose. Questo è il vero miracolo, a prescindere dalle voci di inizio settimana che già prevedevano un ricambio dirigenziale.
Il rinnovo di Sainz e Leclerc
Sappiamo che a entrambi i piloti Ferrari il contratto scade alla fine della prossima stagione. È evidente che ogni buon team, soprattutto un team importante, pianifichi per bene le scelte. Sainz ha già vissuto situazioni analoghe: era compagno di Verstappen, e ha dovuto cambiare aria. Leclerc da sempre è stato il ‘chosen One’, il prescelto, ma deve ribadirlo. Non ci sono gravi atti ostili, tra loro. Qualche provocazione, forse, ma nulla che pregiudichi la loro convivenza. A meno che a Maranello non abbiano dei piani rivoluzionari, vale il proverbio: chi prende la strada nuova sa cosa lascia, e non sa cosa trova.