Le pagelle del Gp di Las Vegas: Leclerc, un guizzo da applausi. Sainz, che carattere. Perez da 4, sorpresa Ocon
di Stefano ZainoCharles Leclerc
(reuters)VERSTAPPEN 10
Di diverso c’è che stavolta se la deve sudare, tanti sorpassi, alcuni, come quelli su Leclerc e Russell con l’aggressività e i muscoli di una volta, quelli necessari quando la sua Red Bull lottava con la Mercedes e non era ancora di un altro pianeta. Fatica un po’ di più, si becca pure 5 secondi di penalità per la manovra su Leclerc alla prima curva, ma alla fine ecco il trionfo numero 53 in carriera (raggiunge Vettel), numero 18 in stagione e sesto di fila negli ormai amati (dai padroni della F1) Stati Uniti, un tempo poco avvezzi a questo sport e a questo tipo di gare e ora capaci di ospitare ben tre gp in calendario. Niente da dire: sempre più eroe dei due mondi.
LECLERC 9
Qualche incertezza, lui in partenza con l’ennesima pol…
VERSTAPPEN 10
Di diverso c’è che stavolta se la deve sudare, tanti sorpassi, alcuni, come quelli su Leclerc e Russell con l’aggressività e i muscoli di una volta, quelli necessari quando la sua Red Bull lottava con la Mercedes e non era ancora di un altro pianeta. Fatica un po’ di più, si becca pure 5 secondi di penalità per la manovra su Leclerc alla prima curva, ma alla fine ecco il trionfo numero 53 in carriera (raggiunge Vettel), numero 18 in stagione e sesto di fila negli ormai amati (dai padroni della F1) Stati Uniti, un tempo poco avvezzi a questo sport e a questo tipo di gare e ora capaci di ospitare ben tre gp in calendario. Niente da dire: sempre più eroe dei due mondi.
LECLERC 9
Qualche incertezza, lui in partenza con l’ennesima pole vanificata (23 avvii al palo, solo 5 tradotti in gare vittoriose), la squadra ai box con la gomma anteriore destra che fatica ad entrare durante un pit, ma ce la mette tutta e alla fine è giusto premiare l’impegno per il secondo posto. Da applausi soprattutto l’ultimo guizzo, quello che a pochi metri dalla fine con un colpo di reni gli permette di beffare Perez. Resta questa maledizione della pole sistematicamente sprecata da abbattere.
PEREZ 4
Non bisogna mai dimenticare che ha una Red Bull fra le mani. Il terzo posto non può essere sufficiente. Soprattutto è la seconda volta in poco tempo che all’ultimo giro perde una posizione pesante. In Brasile Alonso gli aveva sottratto il terzo posto, a Las Vegas Leclerc gli scippa il secondo. Poca consolazione finire il Mondiale al secondo posto, alle spalle di Verstappen. Con il rischio tra l’altro ancora presente di essere sostituito nella prossima stagione da Ricciardo.
Sergio Perez
OCON 8
All’improvviso te lo ritrovi fra i protagonisti dopo un sabato disgraziato. Partiva sedicesimo, chiude quarto, davanti a molti grandi. La chicca della sua giornata? Il sorpasso al compagno di squadra Gasly e la vittoria nel duello di casa Alpine Renault. Che per un pilota è sempre la prima cosa che si guarda.
STROLL 7
Afferma raggiante: una delle mie gare migliori in questo 2023. Onesto riconoscerlo: mettere alle spalle un ingombrante partner come Alonso è sempre un merito.
Carlos Sainz
SAINZ 8
Il suo approccio con Las Vegas è stato disastroso, il tombino che distrugge la sua Ferrari e lo costringe pure alla penalità, con dieci posti in meno sulla griglia di partenza, resterà una delle istantanee di questo inedito gran premio. Non nasconde la rabbia per tutto il week end, ma ha il merito di reagire. Già sabato con il secondo tempo dietro Leclerc e domenica in gara. Alla fine del primo giro è ventesimo, la sua sorte sembra segnata. Chiudere sesto è un ottimo risultato, piazzamento che permette alla Ferrari di ritrovarsi a soli 4 punti dalla Mercedes alla vigilia dell’ultimo gran premio, quello di Abu Dhabi. Il secondo posto nei costruttori è più che mai possibile.
HAMILTON 6
La Mercedes s’aspettava ben altro da questo gran premio. Solo un timido sorriso: era dietro a Russell in partenza, ancora una volta gli finisce davanti.
RUSSELL 5
Esce stritolato da un duello con Verstappen. Viene sorpassato e pure penalizzato. Da tempo non è nella forma migliore. Terzo in griglia, sognava la vittoria, finisce ottavo. Troppi passi indietro.
George Russell
ALONSO 5
Per lungo tempo si accompagna a Hamilton, Sainz e Perez. Il treno è illustre, lui è quello che lo sfrutta meno. Il nono posto al traguardo non passerà alla storia.
PIASTRI 7
Con la strategia e una particolare scelta delle gomme prova a raddrizzare una corsa che in partenza lo vede in fondo. Ha il merito di entrare per un po’ fra i protagonisti, mai ai miracoli più di tanto non si può chiedere. Inevitabile doversi accontentare di un decimo posto.
GASLY 4
Bocciato, non fosse altro per ciò che ha fatto il suo partner Ocon. Era quarto in griglia, il crollo nel finale lo porta addirittura fuori dai punti, undicesimo.
NORRIS 4
Questa volta gli va tutto male, compreso un lungo bacio al muro con la sua McLaren. Unica cosa positiva: dal botto esce in buone condizioni.
ORGANIZZATORI 4
Tutti ad elogiare alla fine la pista, i sorpassi, lo spettacolo. Ma è difficile cancellare la figuraccia del primo giorno. La perfezione americana messa a dura prova da un tombino.
COMMISSARI DI GARA 4
Voto naturalmente da condividere con la Federazione. Va bene non fare eccezioni, ma punire la Ferrari per colpe proprie è un esempio di raro autolesionismo. Un po’ di buon senso non sarebbe guastato, evitando alla Ferrari oltre al danno della macchina sfasciata, la beffa della penalità in griglia per Sainz.