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Formula uno, scagionato il presidente Ben Sulayem: “Non favorì Alonso né tramò contro Las Vegas”

Il presidente della Fia Mohammed Ben Sulayem
Il presidente della Fia Mohammed Ben Sulayem (reuters)

Trenta giorni di indagini e 11 testimoni hanno provato che il presidente della Fia non interferì nel Gp di Gedda e del Nevada

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Innocente: il presidente della federazione internazionale dell’automobilismo, Ben Sulayem, è stato scagionato dalle accuse di aver interferito nel risultato del gp di Gedda 2023 (facendo togliere una penalità di 10 secondi a Fernando Alonso in modo che lo spagnolo salisse 3° sul podio) e di aver provato a non far omologare il circuito di Las Vegas dove si è corso l’anno scorso per la prima volta. La procedura, avviata nelle settimane scorse dopo segnalazioni alla Fia stessa, è stata gestita dal Compliance Officer della Federazione e successivamente valutata da un organismo etico composto da sei persone. Le indagini sono durate 30 giorni e hanno incluso colloqui con 11 testimoni.

Trenta giorni di indagini e 11 testimoni

“Il Dipartimento di conformità della FIA, supportato da consulenti esterni, ha condotto indagini approfondite sulle accuse di potenziale interferenza nelle decisioni sportive durante gli eventi di Formula Uno nel 2023. Dopo aver esaminato i risultati delle indagini, il Comitato Etico è stato unanime nel decidere che non c'erano prove a sostegno delle accuse di interferenze di qualsiasi tipo che coinvolgevano il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem. È seguita una revisione indipendente approfondita e di ampio respiro durata 30 giorni, che comprendeva interviste con 11 testimoni”.

Accuse contro Sulayem sono infondate

Insomma, le accuse contro Sulayem sono risultate “infondate e sono state presentate prove evidenti oltre ogni ragionevole dubbio a sostegno della decisione del Comitato Etico della FIA. Il Presidente della FIA è stato prosciolto da ogni illecito riguardante le accuse di aver interferito con la decisione degli Steward di annullare un'ulteriore penalità sulla vettura 14 (appunto quella di Alonso, ndr) a seguito di una appello presentato dell'Aston Martin Aramco Cognizant F1 Team al Gran Premio dell'Arabia Saudita 2023, e per aver tentato di interferire con il processo di certificazione della pista per il Gran Premio di Las Vegas 2023. La certificazione è stata completata e approvata a tempo debito. La completa collaborazione, trasparenza e conformità del Presidente durante tutto il processo durante questa indagine è stata molto apprezzata”.

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