✕

Fia, un problema dopo l’altro: arriva la denuncia penale di Susie Wolff

Susie Wolff 
La presidente della F1 Academy, serie tutta al femminile, accusata di conflitto di interessi con il marito Toto, team principal della Mercedes, non si accontenta della marcia indietro della Fia e va in tribunale
1 minuti di lettura

Susie Wolff non ci sta: la presidente della F1 Academy, serie tutta al femminile, e moglie del team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha presentato una denuncia penale contro la federazione internazionale per le accuse mosse contro di lei alla fine dell’anno scorso: a dicembre si era ritrovata al centro di una tempesta mediatica dopo che la Fia aveva annunciato, senza fare nomi, che stava esaminando un potenziale conflitto di interessi “tra il responsabile di un team di F1 e un membro della FOM”. Cioè tra lei e suo marito, sospettati di scambi di informazioni riservate. Un’indagine aperta e chiusa in 48 ore, dopo che tutti i 9 team rivali della Mercedes, sospettati di aver segnalato alla federazione degli illeciti, avevano mandato una lettera negando qualsiasi coinvolgimento e schierandosi a favore della coppia.

La sollevazione di tutti costrinse la Fia a una marcia indietro repentina, dichiarando che la questione era chiusa e che non esistevano basi su cui procedere nemmeno per u…

Susie Wolff non ci sta: la presidente della F1 Academy, serie tutta al femminile, e moglie del team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha presentato una denuncia penale contro la federazione internazionale per le accuse mosse contro di lei alla fine dell’anno scorso: a dicembre si era ritrovata al centro di una tempesta mediatica dopo che la Fia aveva annunciato, senza fare nomi, che stava esaminando un potenziale conflitto di interessi “tra il responsabile di un team di F1 e un membro della FOM”. Cioè tra lei e suo marito, sospettati di scambi di informazioni riservate. Un’indagine aperta e chiusa in 48 ore, dopo che tutti i 9 team rivali della Mercedes, sospettati di aver segnalato alla federazione degli illeciti, avevano mandato una lettera negando qualsiasi coinvolgimento e schierandosi a favore della coppia.

La sollevazione di tutti costrinse la Fia a una marcia indietro repentina, dichiarando che la questione era chiusa e che non esistevano basi su cui procedere nemmeno per un’indagine formale. Rimediando una bruttissima figura, oltre che lanciando un messaggio di poca credibilità. Per la Fia la vicenda si è chiusa lì, non per Susie Wolff. Poche ore dopo l’assoluzione del presidente Fia, Ben Sulayem, dalle accuse di interferenze in due eventi del 2023 da parte del comitato etico, ecco un’altra patata bollente per l’organo di governo della F1 che è ormai ai ferri corti con molti dei soggetti partner, tra cui i proprietari stessi del campionato, gli americani di Liberty Media.

A Susie Wolff, che non ha ricevuto nemmeno scuse, non è bastata la chiusura dell’indagine mai iniziata, ritenendo che ci fosse già stato un enorme danno alla reputazione provocato dalla Fia nel decidere di rendere pubblico il caso e di volerne valutare i contenuti. Col marito già all’indomani del pasticciaccio aveva valutato l’opportunità di un’azione legale. Che è arrivata, come ha detto lei stessa sui social alla vigilia del week end in Australia: “Posso confermare che lo scorso 4 marzo ho presentato personalmente una denuncia penale presso la corte francese in relazione alla dichiarazione fatta su di me dalla Fia lo scorso dicembre. Non c’è stata ancora trasparenza e non sono state chiarite responsabilità in relazione alla condotta della Fia e del suo personale in questa vicenda. Ritengo che oggi più che mai sia importante farsi valere, denunciare i comportamenti scorretti e assicurarsi che le persone vengano chiamate a risponderne. Sebbene alcuni possano pensare che il silenzio li assolva dalle responsabilità, non è così”.

Leggi i commenti