Oscar Piastri miglior tempo a fine giornata in Giappone. Lewis Hamilton 2° sulla Mercedes a 5 decimi dalla McLaren. Charles Leclerc 3° a 4 secondi con la Ferrari. I Racing Bulls, Yuki Tsunoda e Daniel Ricciardo, 4 e 5 dopo che erano stati gli unici a segnare un crono in 50 minuti su 60.
Le Red Bull ai box durante le seconde libere
Sì, classifica strana, quasi da fantascienza. Ma le libere 2 sono un film mai girato a Suzuka: una pioggia leggera e fitta ha lasciato molti ai box, a cominciare dalle due Red Bull che in mattinata avevano chiuso in doppietta le prime libere, con la Ferrari di Carlos Sainz terza a soli 213 millesimi. Le rosse mettono il muso sulla pista proprio negli ultimissimi minuti, tanto per annusare l’aria. Che segna 12 gradi, altro che primavera. L’asfalto è a 16°, ed è scivoloso e umido. E anche per le ultime prove e poi le qualifiche di domani (alle 8 italiane), si prevede un meteo incerto come spesso accade nel gp giapponese, in qualunque data venga messo in calendario. E in parte rimane offuscato il quadro dei valori in campo, vista la poca attività in pista. Che complicherà il lavoro degli ingegneri e dei piloti, che saranno costretti a utilizzare l’ultima sessione di prove per mettere tutto insieme in vista della pole.
Verstappen domina le prime libere
Tutto per ora rimane fermo alla fotografia scattata in mattinata: Max Verstappen che si è ritirato a Melbourne nei primi giri per un guaio tecnico, è il più veloce davanti al compagno di box Sergio Perez (2° a 181 millesimi, il messicano ha una power unit nuova). Ma dietro, come anche nelle prime tre gare dell’anno, c’è la Ferrari. Sainz, reduce dal successo in Australia e a caccia di un sedile per il 2025, è appunto lì, a soli 2 decimi dalla blu del campione del mondo. Leclerc, che ha dedicato il casco al suo amico Jules Bianchi, che 10 anni fa a Suzuka fu protagonista di un incidente che gli procurò un coma e 9 mesi dopo la morte, è solo 6° a mezzo secondo. Ma il passo del monegasco con le gomme da gara è stato interessante, addirittura migliore di quello di Verstappen.
Ferrari pimpante a Suzuka
Le rosse sembrano davvero competitive, più vicine alle Red Bull anche a Suzuka, pista dalle curve veloci dove l’anno scorso avevano molto sofferto. Anche sotto questo aspetto, la SF 24 è migliorata: macchina più guidabile, stabile, prevedibile. Che non litiga più tanto con le gomme da gara. Domenica (alle 7 italiane) il gp di Suzuka, pista considerata l’Università della Formula 1, per la Ferrari sarà uno degli esami più importanti dell’anno. Darà o meno la conferma del suo progresso. Intanto è seconda forza in classifica, a soli 4 punti dai campioni del mondo, sempre sul podio fin qui. In Giappone non vince da venti anni (Schumacher 2004).
Sargeant a muro
Gli altri, molto distanti: la Mercedes con George Russell 4° e a 474 millesimi da Max, Hamilton 5° a 13 millesimi dal compagno e anche lui col secondo motore dopo la rottura a Melbourne. Chissà invece che le McLaren, il team più vincente in Giappone (9 volte) e a pari merito con le Ferrari a Suzuka (7), dopo essere finite entrambe sul podio l’anno scorso con Norris-Piastri non riservino delle sorprese, già a partire dalle qualifiche.
Nel turno del mattino, brutta sorpresa per Logan Sargeant, finito a muro con la Williams, distruggendola. L’americano rimasto ai box, anche se non ha perso granché. Se non la fiducia? Non ha corso in Australia perché la sua macchina è stata data ad Albon che aveva rotto la propria nelle libere e la squadra non aveva un secondo telaio. Sayonara?