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La danza del principe Leclerc, a Montecarlo profumo Ferrari

(afp)

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Il monegasco è il più veloce nelle libere sul circuito di casa. Brilla anche Hamilton: terzo tempo. Sabato qualifiche con l’incognita pioggia
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MONTECARLO – Charles potrebbe disegnare Montecarlo a occhi chiusi. O suonarla al pianoforte. Non è una città, è un luogo del profondo di Leclerc. Il monegasco la guida a memoria, a orecchio, l’anima sui tasti. Altro che corsa, è un’autobiografia tra i muri, le terrazze assolate, le vetrine lussuose, le pance grasse degli yacht, il rumore del mare. Venerdì con l’ala davanti della Ferrari distrutta dopo un tamponamento al colpevole Stroll (una posizione di penalità al canadese dell’Aston Martin), volava nelle prime libere pur lamentandosi di tutto ("non siamo da nessuna parte") e nelle seconde si ripeteva con i migliori tempi. A sera per 38 millesimi batteva la McLaren di Oscar Piastri, stranamente falloso col botto a muro alla Sainte Devote, ma l’australiano è freddo e preciso anche in questo, limitando i danni. Terzo e scintillante è Lewis Hamilton sull’altra rossa. La SF-25 è un’altra macchina nel lento, naviga col senso dei piloti per il ritmo del Principato. Sabato sarà una qualifi…

MONTECARLO – Charles potrebbe disegnare Montecarlo a occhi chiusi. O suonarla al pianoforte. Non è una città, è un luogo del profondo di Leclerc. Il monegasco la guida a memoria, a orecchio, l’anima sui tasti. Altro che corsa, è un’autobiografia tra i muri, le terrazze assolate, le vetrine lussuose, le pance grasse degli yacht, il rumore del mare. Venerdì con l’ala davanti della Ferrari distrutta dopo un tamponamento al colpevole Stroll (una posizione di penalità al canadese dell’Aston Martin), volava nelle prime libere pur lamentandosi di tutto ("non siamo da nessuna parte") e nelle seconde si ripeteva con i migliori tempi. A sera per 38 millesimi batteva la McLaren di Oscar Piastri, stranamente falloso col botto a muro alla Sainte Devote, ma l’australiano è freddo e preciso anche in questo, limitando i danni. Terzo e scintillante è Lewis Hamilton sull’altra rossa. La SF-25 è un’altra macchina nel lento, naviga col senso dei piloti per il ritmo del Principato. Sabato sarà una qualifica rap&soul.

La vittoria festeggiando con un tuffo nel porto

Con quel molto di melodico, specie per Charles. Toglietegli pure i pezzi, tutta la macchina, la terra sotto i piedi: questo rimane il regno del piccolo principe. Ci è nato e cresciuto su queste strade strette e contorte, spalancate sull’acqua, ascoltando la musica dei motori. Si è innamorato delle automobiline, specie quelle rosse, guardandole sfilare sotto i balconi dove ora sventolano striscioni con “Daghe Charles” (Forza Charles). Dopo infiniti tentativi, sempre falliti non per sue mancanze, l’anno scorso qui ha vinto festeggiando con un tuffo nel porto e trascinando il suo capo, Fred Vasseur. Un battesimo che era la chiusura di un cerchio intimo e privato. Per il campionato solo un fuoco intenso, presto spento e più tardi riacceso, quando era troppo tardi.

(reuters)

L’obbligo delle due soste

Finora questa stagione è stata più aspra che opaca per Maranello. E Montecarlo, sulla carta, certo non è tra le più favorevoli vista la difficoltà della rossa nelle curve lente e in qualifica. E qui ci sono solo curve lente e la posizione in griglia è determinante, zero le chance di sorpasso. Anche per questo è stato introdotto l’obbligo delle due soste: per provare a movimentare la corsa e a iniettare imprevedibilità. Il resto, forse, ce lo metterà la pioggia. Comunque Montecarlo è sempre una storia a parte, Leclerc lo ha ripetuto nelle ore scorse, "c’è spazio per le sorprese e il pilota può fare la differenza". Daghe Charles.

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