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Antonelli, nella terra di Senna la prima da campione del mondo. La Ferrari cerca vittoria e pace

Kimi Antonelli 

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Kimi in Brasile dopo il trionfo mondiale, casco in onore dell’idolo Ayrton. Hamilton e Leclerc si ritrovano dopo le storie tese in Messico
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La felicità di Kimi, la saudade Ferrari. Brasile dalle diverse facce nel fine settimana: per Antonelli è il primo gran premio da campione del mondo, nella terra del suo idolo Ayrton Senna. Per Maranello la verifica di una ritrovata stabilità, dopo le liti in pista nella gara messicana tra Charles Leclerc, nel frattempo diventato padre, e Lewis Hamilton.

Antonelli, casco in onore di Senna

Antonelli, 20 anni, il più giovane nella storia della F1 a conquistare la corona, oltre che il primo italiano in 73 anni, ha fatto visita alla famiglia di Senna, pilota di riferimento per l’azzurro e per questo corre sulla Mercedes col numero 12, lo stesso di Senna, e non lo cambierà dopo la vittoria del Mondiale. E’ stato accolto con famiglia e staff alla Fazenda Do…

La felicità di Kimi, la saudade Ferrari. Brasile dalle diverse facce nel fine settimana: per Antonelli è il primo gran premio da campione del mondo, nella terra del suo idolo Ayrton Senna. Per Maranello la verifica di una ritrovata stabilità, dopo le liti in pista nella gara messicana tra Charles Leclerc, nel frattempo diventato padre, e Lewis Hamilton.

Antonelli, casco in onore di Senna

Antonelli, 20 anni, il più giovane nella storia della F1 a conquistare la corona, oltre che il primo italiano in 73 anni, ha fatto visita alla famiglia di Senna, pilota di riferimento per l’azzurro e per questo corre sulla Mercedes col numero 12, lo stesso di Senna, e non lo cambierà dopo la vittoria del Mondiale. E’ stato accolto con famiglia e staff alla Fazenda Dois Lagos, la tenuta che Senna inaugurò nel 1991. Ad accoglierlo i nipoti di Ayrton, Bruno, Lalalli e Bianca. Si è seduto sulla Lotus n.12 del 1986 del campione brasiliano e domenica correrà con un casco che celebra i trentacinque anni dalla vittoria brasiliana di Senna, quella ottenuta con la sola sesta marcia.

Russell e le ferite da curare

Previsti temporali: come al solito dal cielo su Interlagos, gara sempre imprevedibile su una pista di 4.309 metri e 71 giri, dove il vincitore è partito dalla prima fila in più di tre casi su quattro. Ma anche sui vari box: quello di Antonelli è pieno di emozioni, ricordi e progetti. In quello accanto, del compagno George Russell, invece ci sono tante ferite da curare: il britannico è il grande sconfitto. Da candidato al titolo a inizio stagione e remoto contendente nelle ultime settimane, a una rovinosa fine: sesto in Messico e quarto posto in classifica. Ha lasciato il paddock dell’Hermanos Rodriguez saltando le interviste obbligatorie (multa di 5 mila euro) e la festa per Kimi.

Le storie tese tra Hamilton e Leclerc

Ma c’è un altro garage da riparare: quello Ferrari dove il clima è di rabbia e rimpianti dopo le liti in pista in Messico tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton, che è costata una doppietta (invece il britannico dalla pole è 2°, il monegasco 4°). Parole infuocate di Lewis contro il compagno, già in gara e poi nel debriefing e in conferenza stampa ufficiale (“Duro accettare che un compagno lavori contro, la sua mentalità è da vinco io o nessuno, servono soluzioni"). Poi su Instagram: “La lotta in pista è necessaria ma va riconosciuto quando fa male alla squadra”. Anche perché tra i due non è la prima volta, il precedente più aspro a Monza dove Charles aveva spinto fuori Lewis al via, prima di finire a muro alla Parabolica. Anche in quel caso la vittoria strepitosa di Antonelli aveva un po’ oscurato, mediaticamente, lo scontro in casa.

Vasseur: “La direzione è giusta”

In Messico Leclerc ha ammesso che la penalità ricevuta era corretta e che voleva restituire la posizione, se non ci fosse stato Verstappen in mezzo. Ma allo stesso tempo ha rivendicato il suo diritto di attaccare. Tra i due litiganti c’è il capo, Fred Vasseur, che ha parlato di mancanza di rispetto per le duemila persone che lavorano per la squadra. Ha assicurato che avrebbe parlato con i due piloti. Alla vigilia del Brasile, nessun commento se non quelli tecnici: “Siamo contenti di tornare in pista a meno di una settimana dalla gara in Messico, dove abbiamo avuto la conferma che stiamo andando nella giusta direzione in termini di prestazione. Dovremo costruire la nostra competitività sessione dopo sessione e rimanere concentrati per sfruttare al meglio ogni opportunità”.

Leclerc papà di Bianca

I chiarimenti saranno rimandati alle prossime ore. Subito dopo il Messico Leclerc è tornato a Monaco per stare vicino alla moglie Alexandra che il 3 novembre ha dato alla luce la loro prima figlia, Bianca, qualcuno dice in onore di Jules Bianchi, il pilota francese morto dopo un incidente in pista in Giappone e che per Charles era un amico, oltre che il tramite per fare strada in F1. La nascita della bimba non era imprevista, il parto era programmato e l’annuncio è stato dato sui social da entrambi i genitori, postando una foto dei piedini della bimba.

Beganovic al posto di Leclerc nelle libere 1

Mai tempismo fu migliore: Charles sarà in Brasile per le seconde libere di venerdì, nelle prime la sua rossa sarà nelle mani del rookie svedese Dino Beganovic, alla terza presenza stagionale. E’ Dino l’imprevisto del programma: a Interlagos nelle libere del mattino la Ferrari di Leclerc avrebbe dovuto guidarla Rafael Camara, ma il brasiliano, 21 anni, allievo Ferrari in testa alla F2 e che il prossimo anno sarà titolare sulla Haas (team cliente di Maranello) è stato ingaggiato subito dalla squadra americana che ha licenziato anzitempo Esteban Ocon. Il francese è stato appiedato con una lite infuocata al termine delle seconde libere in Messico e già dal sabato sostituito dal giapponese Hirakawa. Sarà un Brasile tutt’altro che ordinario.

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