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Poker live: Treviso pronta al confronto con chi organizza tornei

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di CLAUDIO ZECCHIN
TREVISO - Treviso non sarà la nuova terra promessa dei pokeristi italiani. La Questura è pronta a mettere in gioco una strategia più intelligente per il controllo del territorio, ma questo, sia chiaro, non corrisponde alle interpretazioni che alcuni tra player e organizzatori di tornei avevano dato.
"Confermiamo una probabile apertura a tornei di Texas Hold'em, ma a condizione che, tra l'altro, non nascano con lo scopo di lucro e che venga fatta preventiva segnalazione per ogni singolo evento".
E' quanto afferma Ciro Pellone, Primo dirigente della Polizia di Stato, Dirigente delle divisione amministrativa e sociale della Questura di Treviso, che fa chiarezza su un possibile approccio più tollerante nei confronti dei tornei di poker sportivo.

"Prima di tutto - ci ha spiegato - va detto che ad oggi per la Provincia di Treviso il poker sportivo è tuttora inserito nella tabella dei giochi proibiti. Chi organizza tornei incorre in sanzioni, visto che il provvedimento questorile è ancora in vigore. Però non possiamo non tenere in considerazione quanto sostenuto anche recentemente dalla giurisprudenza amministrativa e penale. Abbiamo da ultimo avuto il caso di un cittadino che è stato assolto da una tale ipotesi di reato penale. Sottolineo che il giudicato penale non intacca la validità generale di un provvedimento amministrativo; solo gli organi della giustizia amministrativa possono intervenire in tale senso. è intuitivo, però, che si è creato un precedente per la nostra provincia, e non è l'unico caso visto che in altre regioni si sono presentate situazioni analoghe. In attesa che intervenga una regolamentazione nazionale di tale attività di gioco, il Questore, nella qualità di Autorità Provinciale di P. S., può, valutata ogni circostanza a tutela dell'ordine e sicurezza pubblica, applicare una deroga da valere per la singola manifestazione".
Quindi come si procederà?
"La deroga sarà valutata per ogni singolo torneo e se cade il principio dell'azzardo, della finalità del lucro, allora potremo valutare. Al momento stiamo stabilendo i termini che guideranno il nostro operato, basandoci anche sulle indicazione formulate dal Consiglio di Stato. Quindi le quote d'iscrizione saranno irrisorie, non si potrà organizzare più di un torneo a serata, potrà essere fissato un tetto massimo di partecipanti per questioni di pubblica sicurezza, chi verrà eliminato non potrà riscriversi ed altre prescrizioni ritenute utili. E soprattutto, non potranno essere assegnati premi in denaro e, ovviamente, il gioco deve essere sempre proibito ai minori".
Ci saranno comunque controlli. Treviso, insomma, non è diventato il paradiso dei giocatori di poker.
"I nostri interventi saranno maggiori e soprattutto mirati - ha detto -. Peraltro, a quanto risulta, in altre provincie già esistono margini di fattibilità. Ritengo che si possa quindi essere ottimisti. Se il cittadino chiede una deroga nei termini predetti, potrà trovare la usuale massima collaborazione da parte nostra".
 
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