Ryder Cup, ecco cos’è successo nella rissa sfiorata da McIlroy. Il nordirlandese: “Domenica ci sarà il fuoco”
di Mattia ChiusanoRory McIlroy discute con Joe LaCava, caddie di Patrick Cantlay, prima della rissa sfiorata con Jim "Bones" Mackay
(reuters)ROMA – “Quel che è successo alla buca 18 servirà solo ad alimentare il fuoco di domenica”. Il fuoco di cui parla Rory McIlroy non è una parola vuota. La Ryder Cup si conclude domenica con i fuochi accesi tra due team rivali da sempre, ma raramente arrivati a una rissa sfiorata nel parcheggio della clubhouse. Con il campione più carismatico del golf attuale, Rory McIlroy, quattro Major vinti, emerso dalla working class nordirlandese, e Jim "Bones" Mackay, per anni portabastoni (caddie) di un monumento come Phil Mickelson, ora alle dipendenze di Justin Thomas. L’ultimo atto di una storia cresciuta col passare delle ore, che coinvolge pubblico, Team Usa, Team Europa, gli ex caddie di Mickelson e Tiger Woods, e in qualche modo sfogherà tutta la tensione nell’ultima decisiva giornata con 12 singolari.
Il gesto del cappello del pubblico europeo
Tutto comincia alla fine, cioè dalla buca 18 che Patrick Cantlay ha imbucato vincendo il match che tiene ancora vivi gli Stati Uniti dopo alcuni passaggi disastrosi. Per tutta la giornata Cantlay è stato accompagnato dal saluto beffardo dei tifosi europei, che a migliaia si toglievano il cappello seguendo le voci che circondano il campione di Long Beach, California: unico a non indossare il copricapo ufficiale, secondo alcuni media, per una forma di protesta contro la mancanza di premi per i giocatori convocati nella Ryder Cup. Un’ipotesi smentita da lui stesso, parlando di misura sbagliata dell’articolo che gli era stato fornito, e lo stesso capitano Usa Zach Johnson nega deciso: “Questo è un giornalismo estremamente scadente, a meno che non sia a conoscenza di qualcosa. Non c'è una spaccatura in questa squadra, una delle più unite con cui abbia mai avuto a che fare”.
Gli americani esultano dopo la vittoria di Cantlay
Lowry a LaCava: “Togliti di mezzo”
Certo è che il gesto del cappello diventa un simbolo, e quando Thomas imbuca l’intero team Usa comincia a sventolarlo verso i tifosi europei. A McIlroy resta la possibilità di pareggiare, ma mentre prepara la routine che precede il colpo attraversa il green e si agita col gesto di sfida un personaggio ben conosciuto: Joe LaCava, un tempo caddie di Tiger Woods, ora assistente di Cantlay. Un comportamento che non turba McIlroy, ma il suo compagno di squadra, il barbuto irlandese Shane Lowry, lui sì che se la prende e si rivolge a LaCava con voce ruvida, dicendogli di “togliersi di mezzo”. La risposta sarebbe eloquente: “(I tifosi, ndr) ci stanno prendendo a calci in culo, quindi adesso festeggerò”.
L’incidente nel parcheggio della clubhouse
La vittoria di Patrick Cantlay e Wyndham Clark, terzo successo su quattro nel pomeriggio, non abbassa la tensione, anzi. Nemmeno la giustificazione del caddie di non aver visto Rory serve, e tutto è pronto per il gran finale. Che si consuma nel parcheggio della clubhouse del Marco Simone Golf & Country Club, quando McIlroy sta per salire sull’auto che lo riporterà in hotel, ma vede tra gli altri Jim "Bones" Mackay, spalla di Thomas. Senza pensarci un attimo gli va incontro, puntando il dito non verso di lui ma verso probabilmente LaCava, inveendo più volte fino a quando non interviene Lowry, stavolta a fare da paciere. Mettendosi in mezzo e spingendo nell’auto il compagno di squadra che ha un sussulto, poi finalmente entra.
Il gran finale coi nervi della Ryder Cup
Se si trattasse solo di golf, si potrebbe dire che l’Europa è a un passo dalla vittoria. Ma la Ryder Cup è un altro mondo, un altro modo di confrontarsi tra campioni e pubblico, e stavolta la tensione è veramente alta per capire chi vincerà la guerra dei nervi. O del fuoco, come ha anticipato McIlroy.