Augusta Masters di golf: Rose rimane in testa, McIlroy rimonta
di
Massimo De Luca
Justin Rose (reuters)
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Augusta – Roba da grandi. Al bivio del secondo giorno, che ammette al week end i migliori 50 (e pari merito) rispedendo a casa gli altri, l’alta classifica è tutta dei protagonisti annunciati, i più attesi per il duello finale, con appena un paio di outsider di lusso a inseguire da presso. In testa è rimasto l’ingleseJustin Rose, con uno score di pura regolarità (-1) dopo lo splendido -7 d’apertura, ma tallonato ora a un colpo da De Chambeau (-4) e a due da uno scatenato McIlroy, (-6) che ha reagito al pessimo finale del primo giro scalando 23 posizioni fino ad arrampicarsi al terzo posto in compagnia del sorprendente canadese Conners, buon regolarista ma con pochi picchi di assoluta eccellenza. Un colpo sotto, a quota -5 ecco l’uomo da battere, il numero 1 del mondo Scottie Scheffler, campione in carica un po’ arenatosi nel finale (71 il suo non esaltante score). Con lui, il debuttante McCarty, 27enne dell’Arizona, che solo pochi mesi fa giocava sul circuito minore e, con lo stesso punteggio, ecco Shane Lowry (campione British Open 2019) e il sempre insidioso inglese Tyrrell Hatton; un passo dietro, Jason Day australiano, ex numero 1 del mondo, a lungo frenato in carriera da una grave forma di labirintite ma ora tornato su alti livelli e, con lui, il danese Rasmus Hojgaard e il norvegese Hovland. Tutti da tener d’occhio, tutti in un fazzoletto di colpi ora che, con i giri conclusivi, il gioco si fa duro.
Rory McIlroy
McIlroy e l’arte di resettare il cervello
Non deve essere stata tranquilla la notte del giovedì per McIlroy, dopo aver perso 4 colpi su due delle ultime 4 buche. Ma si è fuoriclasse anche per la capacità di resettare tutto e al via mattutino del secondo giro il nordirlandese si è presentato col piglio che lo aveva sostenuto per 14 buche del giovedì, prima del disastro, carburando lentamente ma senza sbavature. Al giro di boa delle prime 9 (1 birdie e nessun bogey) accusava ancora 7 colpi di ritardo dal capolista (e suo grande amico) Justin Rose, 4 da Scheffler, 3 da De Chambeau . Quando a fine giornata si è tolto il cappello per salutare i compagni di gioco aveva rimontato quasi tutto grazie a tre birdie e un eagle per un ottimo 66 (35+31) miglior risultato di giornata. Impeccabile in ogni settore del gioco, perfino con qualche piccolo rimpianto per un altro paio di buone occasioni sfumate, McIlroy ha mandato un messaggio chiaro. La sua crisi l’ha già avuta (per sua fortuna nel primo giorno, quando c’è ancora tempo per recuperare). Chi vorrà indossare la giacca verde che spetta al vincitore, assente nel suo guardaroba , essendo questo l’unico Slam che gli manca, dovrà fare i conti con lui. E se confermerà il livello espresso per 34 delle prime 36 buche giocate sarà dura per tutti, anche per chi continua a precederlo ma di poco in classifica.
La vecchia guardia non muore ma si arrende
Niente da fare per la vecchia guardia. Dopo un buon primo giro escono al taglio sia Langer che Couples e Cabrera. Particolarmente emozionante la meritata standing ovation per il gran tedesco Langer. Il suo ultimo putt sfiora la buca ed esce: fosse entrato, l’indomito 67enne di Anhausen (Renania), due volte vincitore qui sarebbe rimasto in gara. Per un solo colpo invece deve tornarsene a casa, che è in Florida ora. Ma, visto il gioco espresso anche qui, dove ha fatto meglio di una quarantina di giovanotti suoi colleghi, farà ancora parlare di sé, quantomeno sul Tour riservato agli over 50, dove continua a primeggiare.