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MotoGp, ecco la nuova Ducati. ''Nata per tornare a vincere''

Presentata a Monaco l'ambiziosa 'Rossa' che ha scommesso sulla categoria 'open' e nei test in Malesia e Australia ha messo paura a Honda e Yamaha. Dovizioso: ''Sorpreso da tanta velocità''
dall'inviato MASSIMO CALANDRI

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MONACO - "L'importante non è partecipare", taglia corto Ulrich Hulkenberg, rinnegando l'ideale olimpico. Per il dirigente Audi l'importante è vincere, e si sa come sono i tedeschi: niente compromessi, bitte. La Rossa di Borgo Panigale, acquistata due anni fa dal gruppo di Monaco, deve "tornare a vincere". Claudio Domenicali, ad di Ducati Motor Holding, fa sì con la testa: "E' un segnale importante, essere qui", dice. All'Audi Forum presentano orgogliosi la prossima stagione MotoGp della Rossa, e l'appuntamento in Baviera è esemplare. Una moto nuova, intrepida perché affidata al geniale Gigi Dall'Igna, e che a meno di due settimane dal via (23 marzo, Qatar), è tornata a fare paura: lo dicono i risultati dei test malesi e australiani dei giorni passati, con la scelta di scommettere sulla categoria 'open' per poter continuare a sviluppare. E lo dicono gli avversari, che preoccupati hanno costretto la Dorna ad aggiustare in fretta e furia il regolamento: se comincerà subito a salire sul podio, la Rossa dovrà 'ridimensionarsi'.
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La Rossa fa paura, Dorna cambia le regole -
Vale la pena di cominciare proprio dal cambiamento in corsa delle regole, un garbuglio che nonostante tutto a Borgo Panigale hanno preso con filosofia ("Non capisco, ma mi adeguo"): durante il campionato, in caso di vittoria o due secondi posti, o ancora tre terzi, le aziende che hanno puntato sulla versione 'open' - con centralina Dorna-Marelli e software uguale per tutti, 4 litri in più nel serbatoio e gomma ultra soft, ma soprattutto 12 motori invece dei 5 imposti alle 'factory' - dovranno scendere di 3 motori e 1 litro e mezzo. Perché rivoluzionare le norme? Perché prima Ducati ha sorpreso Honda e Yamaha prendendo la strada in un certo senso più umile, quella 'open' - "Quest'anno vogliamo sperimentare, abbiamo bisogno di più motori" - e poi si vede che gli ingegneri lavorano benissimo: i progressi si sono visti subito. Meglio frenare l'ambiziosa Rossa, si sono subito detti gli altri. "La vita ideale è una cosa, quella reale un'altra. Non importa, noi andiamo avanti lo stesso: e poi chi lo dice che saliremo sul podio?", si schermisce l'ingegner Dall'Igna.

Dall'Igna: "Fra tre mesi una nuova moto" -
"Sto lavorando su tutto: telaio, elettronica, meccanica, sospensioni, carena. Tutto. Non credo in una sola, miracolosa idea. Penso invece che si possano limare centesimi preziosi ovunque. E voglio andare avanti con la vecchia moto: con calma, cercando di interpretare i problemi e i tempi per risolverli. Fra due o tre mesi sarò pronto per disegnarne un'altra". Strappato all'Aprilia alla fine della passata stagione, il general manager Gigi Dall'Igna ammette che questa "è la sfida più importante della mia vita". Traccia le linee: "Primo: migliorare la comunicazione tra chi lavora in pista e chi rimane in azienda. Secondo: sviluppare la moto". Dice che dal punto di vista professionale e umano l'ambiente è "eccezionale", che dopo troppe annate buie la fiducia è già tornata: "Abbiamo ancora molto da fare, ma siamo sulla strada giusta. Possiamo contare su due piloti diversi per qualità e guida - Dovizioso, Crutchlow  - , comunque i migliori per provare le moto". Paolo Ciabatti, direttore sportivo, è sulla stessa lunghezza d'onda: "Faremo tornare la Ducati ai livelli che merita".

Dovizioso: "Sorpreso da tanta velocità" -
Andrea Dovizioso è al secondo anno in sella alla Rossa, per l'inglese Cal Crutchlow è l'esordio: "Rispetto allo scorso anno, nei test ci sono stati grandi miglioramenti", conferma il forlivese. "In Malesia mi sono sorpreso di quando la moto andava veloce, di come erano diverse le sensazioni: i limiti si sono allungati, soprattutto in frenata. Però ci sono ancora tante cose da aggiustare, le difficoltà a sterzare restano. E i più forti sono ancora lontani: qualche mese fa avevano un secondo e mezzo di vantaggio, ricordiamocelo". Non vede l'ora di cominciare, confessa. La pista di Losail è lunga, veloce. Saranno importanti i litri di benzina, e la Ducati ne ha più di Yamaha e Honda. "Penso sarò veloce. Ma non parlatemi di podio, prego. Non ancora". Anche Crutchlow è ottimista, con giudizio: "Siamo forti sul giro. Però la gara è un'altra cosa: ed è su quello, che dobbiamo continuare a lavorare".
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