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MotoGp, più piccola e leggera. Ecco la nuova Ducati, nata per stupire

Presentata a Borgo Panigale la Gp15. Dall'Igna: ''L'obiettivo è vincere almeno una gara e competere per il podio in tutte le altre". A guidarla Dovizioso e Iannone. Chi l'ha già provata, il collaudatore Pirro, è entusiasta: ''Mai vista una cosa simile in questi tre anni con la Rossa''
dall'invato MASSIMO CALANDRI

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BORGO PANIGALE - Decisamente più piccola e leggera, il 'codino' dietro molto stretto, lo scarico che sale verso l'alto, nuove prese d'aria ma soprattutto un motore controrotante compattissimo: la nuova Ducati Gp15 è "una rivoluzione", per raccontarla con le parole del suo creatore, l'ingegner Gigi Dall'Igna. Che ha le idee molto chiare, in vista della stagione MotoGp al via il 29 marzo in Qatar: "L'obiettivo è vincere almeno una gara. E competere per il podio in tutte le altre". Michele Pirro, il collaudatore che per primo ci è salito sopra nei giorni scorsi - due giorni di prove in un misterioso circuito italiano, lontano dagli sguardi di tutti - è entusiasta: "Mai provato niente di simile in questi tre anni con la Rossa".

Un gioiello tutto italiano, affidato a due piloti italiani: Andrea Dovizioso e Andrea Iannone. La Rossa è stata presentata ufficialmente oggi nell'azienda di Borgo Panigale. "Molto più piccola", conferma Dovizioso. "Stretta, compatta", gli fa eco Iannone. La proveranno nei test di Sepang in programma dal 23 al 26 marzo. Sul circuito malese la Ducati porterà anche la 'vecchia' Gp14.3 per fare una serie di confronti. Sulla nuova Rossa "cercheremo in particolare di lavorare sulla ciclistica", spiega Dall'Igna. "Abbiamo due piloti con caratteri e caratteristiche diverse, ognuno dei due potrà far valere il suo (diverso) talento in diversi gran premi. Ci aspetta una stagione memorabile".
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Era dall'aprile scorso che l'ingegnere, arrivato all'inizio dell'anno passato, lavorava sul 'suo' rivoluzionario progetto. La nuova Rossa. "All'inizio è stato come ritrovare un tesoro nascosto: nelle stagioni passate a Borgo Panigale avevano accumulato una impressionante mole di dati, ricerche ed esperimenti, cose di altissima qualità però slegate tra loro". Parola d'ordine: comunicazione. "Ho cercato di mettere tutti in contatto tra di loro: quelli che lavoravano in azienda e quelli che stavano in pista. Ho intensificato il numero delle riunioni, sempre molto allargate, unendo gruppi  -  elettronica, motore, telaio - che hanno filosofie e lingue diverse, ma che se motivati possono collaborare".

L'errore più grave che può fare un progettista è quello di gettare via il lavoro dei colleghi che l'hanno preceduto. "Invece ci vuole la pazienza di capire quel che c'è di buono (alla Ducati ho trovato tantissimo) e amalgamarlo con le idee nuove: verificando in continuazione".
Per Claudio Domenicali, ad dell'azienda bolognese, la nuova Gp15 "sposta nel futuro il campo del conosciuto". La nuova Rossa è anche il risultato dell'alleanza con il colosso Audi, che nel 2012 ha acquistato la Ducati. "I tedeschi ci hanno dato sicurezza economica e finanziaria. Ma non intervengono nelle nostre cose. Anzi". Ducati è rimasta italianissima. "Perché i tecnici delle nostre Università non sono secondi a nessuno. Perché in Italia il livello di formazione tecnico-scientifica è molto alto. Perché la capacità di fare squadra, davanti a un grande obiettivo, è straordinaria. E' una strana alchimia, questa dei tecnici Ducati: centinaia di persone che restando organizzate riescono ad uscire dagli schemi, trovando una modalità di successo".
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