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Motogp, Rossi e le "rosse": il mondiale parla italiano

Dopo il trionfo di Losail, Valentino e le Ducati non sono solo la risposta in una notte nel deserto alla dittatura spagnola degli ultimi anni. Il pilota pesarese e i colleghi in sella alle Desmosedici Gp15 (Andrea Dovizioso, Andrea Iannone), sono anche i più autorevoli candidati al successo finale nella stagione 2015

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LOSAIL -  Rossi e le Rosse, ovvero: presente e  -  soprattutto  -  futuro di due leggende sportive italiane, celebrate nel corso di una delle più spettacolari gare della storia del motociclismo. Valentino e le Ducati non sono solo la risposta in una notte nel deserto alla dittatura spagnola degli ultimi anni, no. Il pilota pesarese e i colleghi in sella alle Desmosedici Gp15 (Andrea Dovizioso, Andrea Iannone), sono anche i più autorevoli candidati al successo finale nella stagione 2015. Ecco perché.
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Un Dottore in piena forma. A 36 anni il Dottore non è mai stato fisicamente così in forma. Durante l'inverno ha lavorato duramente in palestra, ma il vero segreto sono le infinite sessioni sulla pista in terra del Ranch di Tavullia, le sfide con i ragazzini della sua Academy che si trasformano in vere e proprie battaglie. "E' il modo migliore per restare giovane: fuori e dentro", spiega Valentino. Che a febbraio, quando a Madrid la Yamaha ha presentato atleti e mezzi per la nuova stagione, si era presentato tirato a lucido. Prima dell'esordio di Losail ha corso nei test con una caparbietà impressionante. Dal punto di vista muscolare e della reattività non ha nulla da invidiare a nessuno della MotoGp, neppure a Marquez. Ma la formula vincente è soprattutto mentale. "Se corro ancora, lo faccio solo per vincere, Voglio la stella, il decimo titolo", ha chiarito con largo anticipo. Le motivazioni restano altissime, la voglia di rivincita  -  che cova dopo quei disgraziatissimi anni alla Ducati  -  è la molla che spinge il Dottore ad allenarsi più degli altri ma in particolare a dare tutto in pista, sempre.

Una coppia molto Rossa. Anche i due della Ducati non sono mai stati così fiduciosi. E' la storia di una coppia molto bene assortita  -  uno più lucido, esperto; l'altro aggressivo, imprevedibile  -  che l'ingegner Gigi Dall'Igna ha riempito di complimenti anche ieri sera: "Sono i due piloti giusti per noi. Italiani, complementari. E di grande talento". Dovizioso lo dice da anni, che non si sente inferiore a nessuno: "Magari altri hanno qualità diverse dalle mie. Ma metteteci su di un moto dalle prestazioni uguali, e vediamo chi andrà più forte". Corretto e pacato, in cuor suo ha sempre sofferto la popolarità di Valentino e vorrebbe a tutti i costi ritagliarsi un angolo di Paradiso. Iannone addirittura ringhia: "Marquez non mi fa paura, nessuna soggezione. Lo scorso hanno ci siamo presi a sportellate e poi lui mi ha mollato lì, perché era su di un altro pianeta. Ma quest'anno, grazie alla Gp15, la musica cambia: in passato ho già battuto Marc nelle categorie minori, al Mugello e pure nella sua Barcellona. Non c'è motivo perché non possa farlo ancora".
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Galbusera, il Mago. Nella seconda metà della passata stagione, la Yamaha sembrava aver quasi del tutto colmato il gap con la Honda. Quest'anno l'introduzione di un nuovo seamless ha permesso di fare un altro passo in avanti. "Loro hanno ancora qualcosa in più", spiega Valentino. "Ad esempio In velocità pura perdiamo ancora circa 10 chilometri all'ora. E dobbiamo adattarci ai cambiamenti recenti, anche se la politica della Yamaha è sempre quella dei piccoli passi". Però manca davvero molto poco, e la gara del Qatar lo ha dimostrato. Tra due settimane ad Austin non sarà facile ripetersi, anche perché quella è tradizionalmente una pista Honda. "Ma con un Valentino così tutto è possibile", confessa Silvano Galbusera. Ecco, il capomeccanico è l'altro segreto di Valentino: lo scorso anno poco prima della partenza delle gare ha tirato fuori dal cilindro delle soluzioni vincenti. Sembrava di essere tornati agli anni d'oro dell'australiano Jeremy Burgess. E' successo di nuovo sabato notte, con Galbusera a lavorare in officina insieme al Dottore per risolvere i problemi. "Ma adesso Silvano, che era alla prima stagione in Motogp, conosce bene tutti i circuiti: sarà un altro vantaggio", riflette Rossi.

Quel gran genio di Gigi. Il vero segreto della Ducati si chiama Gigi Dall'Igna. L'ingegnere a capo del progetto sportivo è arrivato l'anno scorso a Borgo Panigale. E tutto è cambiato. "Ho semplicemente riproposto tutto il grande lavoro fatto in azienda dai miei predecessori. Un patrimonio che però, per difetto di comunicazione, non era stato sfruttato". Una stagione con il vecchio materiale a disposizione  -  e intanto i distacchi dai migliori sono scesi da 50 a10 secondi-, poi in autunno è partito il progetto Desmosedici Gp15. Una moto rivoluzionaria sotto vari aspetti, più piccola, compatta e aerodinamica rispetto al passato, con due 'alettè sulla carena. Un gioiello provato per la prima volta dal collaudatore Michele Pirro il 12 febbraio scorso, poi i test malesi e in Qatar, infine la gara di domenica sera. La Splendida Creatura di Dall'Igna è appena nata e da svezzare, ma già fa cose meravigliose. "Però ha poco più di mille chilometri. Abbiate ancora un attimo di pazienza, perché presto farà ancora più felici i ducatisti". Parola di ingegnere.

I complimenti della Ferrari.  "Non solo Ferrari, ieri grande Italia in Qatar!". I complimenti a Valentino Rossi, Andrea Dovizioso e Andrea Iannone sono arrivati via Twitter dalla Ferrari.
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Le Rosse hanno trionfato a Sepang con Vettel, regalando una giornata incredibili all'Italia.

 
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